Biogas - Conto Economico
IL PROGETTO SYNGEN
Syngen ha elaborato un progetto di impianto a biogas per
allevamenti zootecnici sulla base didiverse considerazioni:
a) l’ alimentazione del reattore è a costo nullo,
b) viene salvaguardata la superficie aziendale per
l’allevamento o per altre coltivazioni commerciali,
c) non viene stravolta l’organizzazione aziendale con
trasporti, pesate, stoccaggi,
d) le operazioni di carico e scarico sono facilmente
automatizzabili,
e) è immediato lo sfruttamento della cogenerazione per
l’allevamento ed è possibile generalmente riscaldare le
abitazioni aziendali e provvederle di acqua calda sanitaria,
f) si sfruttano tutti i vantaggi della filiera corta.
Sono stati risolti diversi problemi progettuali con
soluzioni originali ed innovative:
Contenimento del costo impianto a 1100-1400 euro per UBA
equivalente.
Per ridurre gli investimenti si è progettato un reattore che
può funzionare sia con flusso a pistone che con flusso
miscelato con pompe in cemento gettato in opera di forma
rettangolare e fondo sagomato. All’ingresso una cameretta a
stramazzo permette il carico e il riscaldamento della
matrice che viene tracimata nel il reattore vero e proprio
con il carico successivo. All’uscita un’altra camera a
stramazzo serve da scarico. Questa soluzione prevede un
unico corpo con l’accumulo soprastante e minimizza gli
ingombri ed i costi.


Termostatazione del reattore
Poiché il refluo zootecnico è energeticamente abbastanza
povero è necessario ottimizzare il processo di digestione
mantenendo la temperatura costante tutto l’anno a 38 gradi.
Per raggiungere questo obiettivo si sono individuate quattro
soluzioni progettuali:
a) Il corpo del reattore emerge da terra solo per 1/3 in
modo da mantenere il calore derivante dal riscaldamento e da
catturare il calore proveniente dall’irraggiamento estivo.
b) La camera di carico è dotata di uno scambiatore di calore
che riscalda a 40° il refluo prima di immetterlo nel coprpo
principale del reattore.
c) Il fondo del reattore è a letto caldo termostato.
d) Un vespaio laterale e di sedime assicura l’evacuazione
delle acque di filtrazione ed abbassa la trasmittanza delle
pareti.
Sfruttamento del calore
L’obiettivo economico principale è la produzione di energia
elettrica ma in un piccolo impianto è possibile e
conveniente sfruttare anche tutti i cascami termicicon un
accumulatore inerziale, di volume adeguato ad 80 gradi, dal
quale attingono acqua calda
1) lo scambiatore di calore della camera di carico,
2) il letto caldo del di gestore,
3) il riscaldamento dell’abitazione
4) gli scambiatori di calore per l’acqua calda sanitaria.
In questo modo tutto il consumo di gas dell’azienda è
eliminato o ridotto in maniera notevolissima.

Automazione del processo
Perché i costi di esercizio si riducano alla manutenzione
del motore è stato previsto il carico e lo scarico
automatico dell’influente e dell’effluente attraverso due
pompe temporizzate. Il riscaldamento dell’influente e del
reattore è controllato da due sonde termometriche, le pompe
di miescelazione sono temporizzate. Il generatore è
completamente autonomo e la circolazione dell’acqua calda
viene governata da una centralina cui afferiscono i sensori
di temperatura.
Il diagramma a blocchi del progetto è il seguente:

LA VALUTAZIONE ECONOMICA
Si ipotizzi un allevamento bovino con 300 Unità Bovine
Adulte.
Ricavi
Il conto economico di un impianto a biogas alimentato con
reflui zootecnici richiede innanzitutto di quantificare i
ricavi derivanti dalla vendita di energia elettrica, dei
certificati verdi edi si imposta utilizzando i ricavi il
risparmio di combustibile da parte delle utenze termiche.
Deiezioni medie tal quali: 12 ton/giorno
Fattore conversione: 0,25 m3/KgSV
Sostanza volatile: 1,2 ton/g
Produzione attesa metano: 300 m3/giorno
Produzione attesa biogas: 525 m3/giorno
Produzione elettrica (con rendim.30%): 900 kWh/giorno
Produzione termica: 210 kWh/giorno
Una parte della produzione elettrica, assunta del 5%, viene
destinata al funzionamento dell’impianto stesso e non gode
degli incentivi.
L’energia termica fruibile è una frazione di quella
disponibile poiché viene estratta attraverso scambiatori ed
è movimentata su distanze non trascurabili: si ammette di
utilizzarne il 70% ma la metà viene spesa nel riscaldamento
del reattore e del substrato.
Abbiamo dunque:
Produzione elettrica vendibile: 855 kWh/giorno
Produzione termica utile: 735 kWh/giorno
Volume metano equivalente: 73 m3/giorno
L’energia disponibile è molto superiore ai consumi richiesti
dall’azienda e quindi il risparmio in termini di gas viene
stimato sulla base di consumi di gas presunti in 5000 m3
all’anno.
Il ricavo annuo per 15 anni, nota la produzione mercantile,
dipende da:
- prezzo dell’energia autoconsumata: 0,18 euro/kWh
- prezzo dell’energia ceduta: media 0,08 euro/kWh
- prezzo del certificato verde: 0,125 euro/kWh*1,8= 0,225
euro/kWh
- ore di lavoro annuo: 8000 pari a 340 giorni
- Autoconsumo annuale : 0,3 kWh/UBA = 100.000 kWh
- Autoconsumo coperto in 340 gg 93000 kWh.
- Energia annuale ceduta: 197.700 kWh
- Prezzo del gas metano: 1 euro/ m3
- Tipologia contrattuale
Prendiamo il caso più comune di cessione parziale alla rete
scegliendo il certificato verde agricolo
Ricavo annuo autoconsumo = 93000 kWh x 0,18 euro/kWh = 16740
euro
Ricavo annuo corrente ceduta = 197700 kWh x 0,08 euro/kWh =
15816 euro
Ricavo annuo certificato = 290700 kWh x 0,125 euro/kWh x 1,8
= 65400 euro
Ricavo annuo risparmio gas = 5000 m3 x 1 euro/ m3 = 5000
euro
Ricavo annuo totale = 102950 euro
Investimenti
Il costo di capitale per l’impianto con queste
caratteristiche è assunto di 400.000 euro
e viene finanziato con un piano di ammortamento del prestito
di 15 anni.
Le rate da pagare dipendono dal tasso spuntato ma sono di
circa 40.000 euro/anno.
Costi di esercizio
I costi di esercizio, per la manutenzione dei motori e
dell’impianto si assumono nel 5% del capitale iniziale per
ogni anno, vale a dire 20.000 euro/anno. Non dovendo
acquistare la matrice di alimentazione questi costi possono
sembrare elevati, ma il motore endotermico richiede una
manutenzione gravosa e costante e non bisogna sottovalutare
l’impegno economico che comporta.
Utile
Ogni anno, mediamente, un impianto a biogas con queste
caratteristiche genera per l’azienda agricola un utile di
circa 42000 euro con un esborso iniziale limitato alla sola
IVA.
