Biogas - Energia & Calore
Lo sfruttamento dell’energia elettrica segue alcuni schemi
obbligati:
Grid connected
1) in parallelo alla rete elettrica alla quale viene ceduta
la produzione. E’ necessario un generatore asincrono di modo
che in caso di black out il sistema, non più eccitato si
stacca in automatico. Sono possibili tre tipi di contratto.
a) Scambio sul posto. La rete funge da banca dell’energia e ritira la corrente quando viene prodotta riconsegnandola quando necessita. Il conguaglio annuale stabilisce quanta è l’energia acquistata che è la sola ad essere pagata. E’ possibile fino a 20 kW e fino a 200kW nel caso di cogenerazione ad alta efficienza.
b) Cessione parziale alla rete. In questo caso quando si sta producendo corrente è possibile utilizzarla per il proprio autoconsumo cedendo il surplus.
c) Cessione totale alla rete. Tutta l’energia che merita il certificato verde viene ceduta alla rete. I fabbisogni vengono acquistati.
2) in stand-by Il generatore è in
parallelo alla rete, ma in caso di black out mantiene in
tensione autonomamente le linee privilegiate. E’ necessario
un alternatore sincrono.
In isola
Dove non c’è rete elettrica oppure le utenze sono distanti
dal nucleo aziendale, per esempio pozzi di sollevamento, e
conviene trasportare il gas piuttosto che la corrente è
possibile gestire un generatore autonomo con alternatore
sincrono.
Il dimensionamento del generatore è determinato non dalla
continuità di lavoro ma dai carichi di punta che devono
essere soddisfatti.
L’energia può essere venduta con diversi impianti
contrattuali
a) ad un cliente finale idoneo o ad un grossista tramite
contratto bilaterale
b) alla borsa elettrica
c) al gestore di rete
la convenzione col gestore di rete garantisce i seguenti
prezzi minimi:
· fino a 50000 kWh annui – 0,0964 euro/kWh
· oltre i 50000 kWh e fino a 1 milione di kWh annui – 0,08
euro/kWh
· oltre 1 milione di kWh fino ad arrivare a 2 milioni di kWh
annui – 0,07 euro/kWh
· oltre 2 milioni di kWh – il prezzo dell’acquirente unico
Certificati verdi
Il certificato verde è una forma di incentivazione di
energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili. Si tratta
in pratica di una commodity negoziabile, il cui utilizzo è
diffuso in molti stati come ad esempio nei Paesi Bassi,
Svezia, UK e alcuni stati USA.
In Italia i certificati verdi sono emessi dal gestore della
rete elettrica nazionale GSE (Gestore Servizi Elettrici) su
richiesta dei produttori di energia da fonti rinnovabili.
I Certificati Verdi sono introdotti dal decreto di
liberalizzazione del settore elettrico nota come Decreto
Bersani. Il decreto di attuazione della direttiva 96/92/CE
stabiliva che i produttori possano richiedere i certificati
verdi per i primi otto anni dall'inizio dell'attività di
impianti entrati in servizio dopo l'aprile del 1999 (o dal
loro potenziamento, rifacimento, o riattivazione). I
certificati verdi permettono alle imprese che producono
energia da fonti convenzionali (petrolio, carbone, metano,
eccetera) di rispettare la legge che obbliga ogni produttore
o importatore di energia a usare fonti rinnovabili per il
2%.
L'impresa produttrice di energia acquista, presso la borsa
gestita da GSE, i certificati verdi che gli occorrono per
raggiungere la soglia del 2% della propria produzione. La
quota del 2% si incrementa ogni anno, dal 2004, di 0,35%
punti percentuali. I certificati verdi possono essere
accumulati e venduti successivamente, ad esempio quando il
valore sia cresciuto a seguito della domanda di mercato. Nel
2005 il valore è stato fissato dal mercato a 108,92 €/MWh al
netto dell'IVA per 86.136 certificati verdi emessi per
complessivi 4.308 GWh. I produttori di energia da fonti
rinnovabili hanno anche, per legge, la "priorità di
dispacciamento" cioè la garanzia, da parte del gestore della
rete, di comprare prioritariamente l'energia così prodotta.
Al 2006 con gli impianti certificati come fonti rinnovabili
producevano 3.212 GWh di energia idroelettrica (35%), 2.440
GWh eolica (27%), 1.297 GWh con biomasse (14%), 943 GWh
geotermica (10%), 745 GWh biogas (8%), 521 GWh con i rifiuti
(6%) e 2,7 GWh solare. Il prezzo dei certificati verdi è
stato pari a circa 125 €/MWh nel 2006, valore a cui va
aggiunto il prezzo di cessione dell'energia elettrica sul
mercato per un totale di circa 200 – 220 €/MWh.
Il risultato di questa politica è la creazione di un mercato
in cui alcuni possono vendere l'energia con maggiori margini
di profitto rispetto ad altri, in modo da incentivare,
almeno in teoria, modi di produzione dell'energia che
dovrebbero ridurre la quantità di gas-serra (anidride
carbonica ed altri). Lo scopo è di utilizzare i meccanismi
del libero mercato per incentivare determinati processi
produttivi dell’energia, evitando un intervento diretto
dello Stato.
Purtroppo alcune distorsioni si erano manifestate,
vanificando in parte lo scopo primario di riduzione dei
gas-serra. Infatti a causa della normativa italiana che
concedeva questi sussidi anche alle fonti cosiddette
assimilate alle rinnovabili (definizione tutta italiana e
senza riscontri in Europa) parte dei fondi erano andati a
fonti tutt'altro che rinnovabili e molto inquinanti quali la
combustione di scorie di raffineria, sanse ed
all'incenerimento dei rifiuti. Successivamente un secondo
decreto Bersani ha corretto questo errore eliminando le
"assimilate" e mantenendo unicamente il termine
"rinnovabili".
D'altro canto, il meccanismo dei certificati verdi può non
essere sufficiente per incentivare fonti rinnovabili meno
mature industrialmente, come il solare fotovoltaico e
termodinamico; è perciò solo uno dei metodi da considerare
per una politica di incentivazione equilibrata.
[Da Wikipedia, l'enciclopedia libera].
Il Decreto 152/2006 ha elevato da otto a dodici anni
il diritto agli impianti di produzione di energia da fonti
rinnovabili di emettere certificati verdi.
La finanziaria 2008 ha previsto, per gli impianti
autorizzati a partire dal 2008, un nuovo certificato verde
“agricolo” per la produzione di energia elettrica con
impianti alimentati da biomasse e biogas derivanti da
prodotti agricoli, di allevamento e forestali, ivi inclusi i
sottoprodotti (residui delle colture, ramaglie e potature,
liquami zootecnici, etc.), ottenuti nell’ambito di intese di
filiera o contratti quadro, oppure di filiere corte, in cui
i prodotti devono essere ricavati entro un raggio di 70
chilometri dall’impianto che li utilizza per produrre
energia elettrica. Questo certificato ha una durata di 15
anni.
Il certificato verde “agricolo” è un certificato verde
potenziato con un coefficiente di 1,8:
n. certificati verdi = potenza impianto in MW x ore funzionamento) x 1,8
Per gli impianti di potenza elettrica
inferiore ad 1 MW, il produttore può optare per i
certificati verdi oppure per una tariffa omnicomprensiva
( di prezzo energia e certificato verde) di 0,30 euro
per ogni kWh prodotto (che corrispondono a 300 euro/MWh). In
pratica, si tratta di un meccanismo simile al “conto
energia” applicato all’energia elettrica prodotta dai
pannelli fotovoltaici.
La filiera corta che si basa sull’utilizzo diffuso di
impianti di piccola e media potenza, che siano in grado di
utilizzare localmente le fonti energetiche e di mantenere i
benefici economici ed ambientali nel territorio.
Lo sfruttamento del calore può essere l’unico cespite
energetico dell’impianto oppure derivare dal recupero per
cogenerazione da motore o da turbina.
Certificati Bianchi
I distributori di energia elettrica e gas (l’obbligo si
applica ai distributori con più di 100.000 clienti idonei)
devono dimostrare alla fine di ogni anno di aver conseguito
risparmi energetici pari alle quote fissate dai Ministeri
dell’Ambiente e delle Attività Produttive. La garanzia di
tali guadagni di efficienza è rappresentata dai “Titoli di
Efficienza Energetica” (TEE), emessi dall’Autorità per
l’Energia elettrica ed il Gas a fronte di miglioramenti
negli usi finali in progetti qualificati per l’emissione,
corrisposti per la durata di 5 anni.
Per facilitare il conseguimento degli obiettivi stabiliti, i
decreti permettono che i TEE siano oggetto di
contrattazione, determinando la formazione di un mercato dei
titoli di efficienza simile a quello dei certificati verdi.
A qualunque soggetto che effettua interventi qualificati di
riduzione dei consumi di energia presso gli utenti finali
vengono corrisposti TEE per un valore corrispondente
all’energia risparmiata; i titoli possono essere poi
negoziati sul mercato.
Gli interventi ammessi comprendono sia progetti di
miglioramento dell’efficienza energetica, sia di
sostituzione dei combustibili fossili con fonti rinnovabili,
tra cui le biomasse. La combustione diretta del biogas o lo
sfruttamento della cogenerazione rientrano a tutti gli
effetti tra gli interventi ammessi.
