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Biogas - Impianto:
Conversione Energetica

La produzione di biogas avviene alla pressione del digestore, vicina alla pressione atmosferica, e dunque lo stoccaggio ed il trasporto necessitano di compressione: per evitare questo costo il biogas viene generalmente impiegato sul sito di produzione dove può soddisfare anche gli autoconsumi dell’impianto (dal 15 al 25% dell’energia prodotta), può per il riscaldamento dei digestori ed, eventualmente, per coprire il fabbisogno di energia elettrica dell’impianto (cogenerazione di calore ed elettricità). L’autoconsumo varia con la stagione la stagione e con le operazioni: il riscaldamento è in genere durante il caricamento.

OPERAZIONE PERDITA DI ENERGIA
EMISSIONI IN TORCIA 5%
RISCALDAMENTO 5%
ENERGIA ELETTRICA DI PROCESSO 10%



Il biogas in eccesso può essere valorizzato con diverse modalità, alcune delle quali particolarmente sviluppate. Di seguito vengono riportate le principali possibilità di utilizzo.

- Generazione di calore ( acqua calda, vapore o aria calda) , per il riscaldamento, l’essiccazione e processi industriali. Questa scelta richiede di avere un’utenza vicina essendo impossibile il trasporto. Rendimento medio: 80-85%.

- Generazione di elettricità ( con motori a gas, con turbine a gas o con turbine a vapore). Rendimento medio: 30-35%.

- cogenerazione di calore ed elettricità. Rendimento medio: 85%: 50% per calore e 35% per elettricità.
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Esistono anche altre filiere emergenti, che non hanno ancora raggiunto la maturità tecnologica o commerciale, come:
- produzione di biocarburanti;
- distribuzione in rete previo arricchimento
- generazione del freddo con macchine ad assorbimento (industrie agro-
alimentari).

Rendimenti di conversione

Energia elettrica 30 – 35 %
Calore 80 – 90 %
Gas distribuito 85 %
Gas autotrazione 80 %
Cogenerazione 70 – 90 %



L’utilizzo energetico del biogas oggi può essere fatto per due vie
- motori
- combustione diretta



Motori
I motori possono essere a combustione interna od esterna (Stirling). Quest’ultimo tipo non è commercialmente diffuso e quindi soltanto i motori classici sono ampiamente usati.
Il classico motore a ciclo Otto associa rendimenti meccanici elevati con maturità tecnologica e di mercato e facilità di prelievo dle calore per la cogenerazione.

Il problema dei motori è la corrosione da parte dello zolfo che richiede, per ridurre l’usura l’impiego di metallo bianco al posto del rame.

Le polveri e l’umidità vengono agevolmente eliminati dal biogas in entrata.

La pressione del gas in entrata è regolata da un riduttore di pressione per il valore massimo, mentre il valore minimo, al di sotto del quale si ha l’arresto del motore, dipende dalla continuità di produzione e dalla capacità di accumulo.

Per ovviare al rischio di arresto del sistema, specialmente se si vuole alimentare direttamente l’azienda soddisfacendo anche le punte di consumo elevato, è sempre possibile operare con il motore a benzina.

Carburazione
Il rapporto stechiometrico tra massa dell’ aria e massa del combustibile, è quello che dà luogo alla cosiddetta combustione stechiometrica.
La combustione stechiometrica è una reazione chimica in cui i reagenti sono il carburante e l’aria e i prodotti sono acqua e anidride carbonica.
Nel carburatore si forma la miscela aria-carburante che brucia nel cilindro rilasciando energia termica che in parte sarà trasformata in energia meccanica.
Dopo la combustione la miscela si trasforma in biossido di carbonio (CO2 ), acqua (H2O ) e talvolta del monossido di carbonio (CO).
Miscele meno ricche di combustibile o con maggior quantità d’aria vengono dette magre: esse possono essere bruciate e l’aria in eccesso la si ritrova non modificata nei prodotti della combustione.
Miscele meno ricche di aria o con maggior quantità di combustibile vengono dette grasse: possono essere bruciate, ma c’è insufficiente ossigeno per ossidare totalmente il carbonio e l’idrogeno del combustibile in anidride carbonica ed acqua per cui ai normali gas di scarico si aggiungono frazioni di monossido di carbonio ed idrogeno.
Il rapporto stechiometrico può essere mantenuto con la sonda lambda che rileva l’ossigeno nei gas di scarico regolando l’aria in funzione della taratura.
Sia con miscele magre che grasse si ha una perdita di rendimento termico come illustrato nel grafico seguente:

Da un punto di vista operativo si preferisce mantenere un leggero eccesso d’aria per impedire il ritorno di fiamma da parte del combustibile avido di ossigeno.

L’aria è costituita in volume dal 21% di ossigeno (O2), dal 79% di gas inerti (azoto,argon ed anidride carbonica).
Il potere calorifico del biogas e della miscela dipende dalla percentuale dei suoi componenti combustibile.

Gas PCI (KCal/m3) Ossigeno stechiometrico (m3/m3) Domanda d’aria

(m3/m3)
Monossido di carbonio 3026 0,5 2,38
Idrogeno 2575 0,5 2,38
Metano 8566 2 9,52



Da cui:

PCIM=
3026xVCO+2575xVH2+8566xVCH4)/(1+2,38xVCO+2,38xVH2+9,52xVCH4


Dove

PCIM = Potere calorifico inferiore della miscela
VGAS = Frazione volumetrica dei componenti del biogas

La miscela stechiometrica di benzina ed aria ha un potere calorifico di circa 910 Kcal/m3, mentre la miscela di biogas ed aria ha un potere calorifico di circa 820 Kcal/m3 con una perdita di potenza del 10%.
Per ovviare a questa perdita di potenza si possono mettere in atto alcuni interventi finalizzati ad aumentare il rendimento termico e quindi la potenza del motore:
a) Aumento del rapporto di compressione
b) Aumento della miscela introdotta


Rapporto di compressione
Il rapporto di compressione è il rapporto tra il volume percorso dal pistone nel cilindro ed il volume della camera di scoppio. Il rapporto può essere maggiorato abbassando la testa e quindi diminuendo il volume della camera di scoppio ovvero può essere diminuito alzando la testa con l’inserimento di uno spessore.
Poiché il biogas ha un elevato numero di ottano è in grado di essere utilizzato in cilindri con un rapporto di compressione fino ad 10-11 con il relativo aumento di rendimento termico.
Nel grafico seguente sono mostrate le variazioni di rendimento termico in funzione della variazione dei rapporti di compressione.

Sovralimentazione
La quantità di miscela che riesce ad essere aspirata nel cilindro dipende dalla geometria dei condotti e dei cilindri oltre che dalla velocità del pistone. Normalmente l’efficienza volumetrica è compresa tra 0,7 e 0,9 ammesso che la miscela si trovi a pressione atmosferica alla flangia del carburatore. Se la depressione deve anche richiamare il combustibile dall’accumulo l’efficienza può scendere ulteriormente.
Nella fattispecie del motore a biogas, poiché il carburatore/miscelatore è a valle di un accumulo in sovrapressione, il combustibile si presenta al collettore di entrata con una pressione positiva e quindi l’efficienza volumetria è superiore ad uno verificandosi una sorta di sovralimentazione.
Questa particolarità dovrebbe riassorbire gran parte del derating del 10% evidenziato all’inizio anche se l’aumento di pressione riscaldando il gas lo fa espandere consumando una parte del beneficio.

Miscelazione
Nelle fasi di avviamento e riscaldamento il motore deve essere alimentato a benzina con la possibilità, manuale, di convertire l’alimentazione a biogas.
La miscela di aria e biogas viene introdotta attraverso il condotto di aspirazione con un miscelatore completamente automatico dove l’aria è richiamata dal passaggio del gas attraverso un dispositivo Venturi registrabile.
La giusta quantità di aria, è stabilita dalla sonda lambda che, dopo avere rilevato la percentuale di ossigeno nei fumi, regola l’afflusso di aria per raggiungere il prefissato rapporto stechiometrico. Nella figura seguente è rappresentata uno schema del miscelatore

Regolazione di potenza
Per le ragioni esposte prima un motore alimentato a biogas deve marciare a regime con un numero di giri controllato. E’ necessaria una regolazione di marcia che opera sulla valvola della miscela riducendo o aumentando la quantità di miscela per mantenere costante i giri del motore.

Emissioni
Operando con un eccesso d’aria la combustione è sicuramente completa e quindi diminuisce la presenza di CO e di eventuali idrocarburi incombusti ed avendosi una diminuzione di temperatura si riduce anche la formazione di NOx.
Per evitare però un calo di efficienza termica si rimane appena oltre il rapporto stechiometrico e quindi nei fumi c’e’ una presenza misurabile di NOx e CO incombusto. Per ridurre queste emissioni si può migliorare il moto turbolento della miscela in modo che i due componenti siano omogeneamente distribuiti, oppure installare una marmitta catalitica trivalente.

Bilancio termico
Del potere calorifico introdotto solo una parte viene resa disponibile all’albero come energia meccanica. La seguente tabella mostra una distribuzione delle perdite:

PERDITE SOLO ENERGIA MECCANICA COGENERAZIONE
Raffreddamento cilindri (acqua) 15% 12%
Raffreddamento stantuffi e lubrificante 5%  3%
Scarico 30% 25%
Resistenze passive (attriti) 7% 4%
Organi ausiliari (pompe e vari organi rotanti) 8% 6%
RENDIMENTI

 
Energia meccanica disponibile 35% 35%
Energia termica disponibile 0% 50%
Resa totale del sistema 25% 85%



Risulta evidente che il recupero di calore da:
a) scarichi
b) raffreddamento
c) olio

fa incrementare drasticamente l’efficienza del sistema anche con apparati di trasferimento del calore non sofisticati.

E’ possibile utilizzare anche un motore diesel, in configurazione dual fuel, dove viene mantenuta l’alimentazione a gasolio per meno del 5% in modo che si possa accendere la miscela gas aria. In questo caso c’è un consumo ridotto ma continuo di gasolio. Questa soluzione può essere competitiva per utilizzare generatori commerciali di piccola taglia.

L’aspetto più delicato dell’utilizzo dei motori è la necessità di una manutenzione frequente e relativamente dispendiosa.

Combustione diretta
La combustione diretta può avere tre applicazioni pratiche
a) nei bruciatori
b) nelle macchine ad assorbimento
c) nelle turbine a ciclo Brayton

Con i bruciatori si possono riscaldare ambienti, serre ed essiccatoi sia con terminali ad acqua che ad aria.

Con le macchine ad assorbimento è possibile generare sia caldo che freddo con un impiego che non è stagionale ma può coprire tutto l’arco dell’anno.

La turbina a gas è una macchina cogeneratrice, che rispetto al motore ha una manutenzione molto ridotta ma un rendimenti elettrico, inferiore di circa il 10% rispetto ai motori alternativi.

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