Biogas - Impianto: Gasometro
Il funzionamento delle utenze allacciate al biogas deve
essere continuo mentre il diagramma della produzione può
subire delle variazioni temporali.
E’ dunque necessario avere un sistema di accumulo con un
volume in grado di equalizzare le fluttuazioni di produzione
in modo da non dover fermare le macchine o rilasciare gas in
torcia.
Gli stoccaggi di gas, detti anche gasometri sono a volume
variabile e bassa pressione che può essere variabile o
costante. Si distinguono gasometri rigidi e flessibili.
I rigidi hanno un interesse storico e possono
essere di due tipi.
A guardia idraulica dove in una vasca piena d'acqua è
completamente immersa una campana metallica. Il gas viene
sospinto sotto la campana e con la sua pressione ne
determina il sollevamento. Affinché la campana emergendo non
sia soggetta a sbandamenti, è munita di carrucole che
scorrono su guide fisse in metallo. La tenuta del gas è
realizzata idraulicamente in corrispondenza della giunzione
dei due elementi.
A secco dove un serbatoio cilindrico verticale e chiuso
inferiormente da un fondo metallico a tenuta e coperto
superiormente da un tetto antipioggia. All'interno del
serbatoio scorre verticalmente un diaframma quanto la
sezione del gasometro, opportunamente guidato da una serie
di rulli e provvisto di un sistema costituito da una
guarnizione in gomma a tenuta di gas.
I flessibili sono i più usati in quanto hanno
diversi vantaggi
- si prestano ad essere posizionati sopra al reattore
risparmiando un manufatto
- permettono una facile accessibilità
- si adattano a geometrie preesistenti
Gli accumulatori presso statici per biogas devono essere
costruiti in tessuto gommato con inserto tessile di idonea
fibra sintetica. La gomma utilizzata deve rispondere ai
requisiti prescritti dalle norme riguarda in particolare:
- tipo di gomma;
- caratteristiche meccaniche;
- resistenza a bassa ed alta temperatura;
- resistenza agli agenti atmosferici;
- resistenza ai liquami organici;
- permeabilità al biogas.
- la formazione di cariche elettrostatiche.
.Si possono avere due tipi.
A membrana semplice. Un telo plastificato
copre il di gestore ed è ancorato al calcestruzzo della
struttura. E’ necessaria una struttura che impedisca alla
membrana di immergersi nel reattore in assenza di gas. E’
prassi proteggere questa membrana con una copertura sempre
in materiale plastico ma tesata per evitare evitano il
contatto fra il gasometro vero e proprio e la parte esterna.
Lo si potrebbe definire un gasometro a secco in materiale
plastico. La pressione però non può essere costante.
A doppia membrana. Il serbatoio gas a doppia
membrana è autoportante in quanto la membrana interna,
flessibile, forma con il fondo il serbatoio di gas a volume
variabile e, con la membrana esterna tesa, la camera di
regolazione della pressione. Una soffiante, collegata
mediante un tubo flessibile di alimentazione dell'aria, crea
la necessaria pressione per il gas. La stabilità della
membrana esterna rispetto alle sollecitazioni esterne è
assicurata dalla pressione all’intercapedine di regolazione
mantenuta dalla soffiante. Consente avere il biogas alla
pressione di utilizzo dei bruciatori, evitando
l’installazione di un compressore.
Se il gas prodotto è maggiore di quello consumato si ha un
aumento di volume nella camera del gas ed una riduzione di
volume della camera di regolazione della pressione. In caso
di consumo di gas maggiore rispetto alla produzione, la
soffiante fornisce nella camera di regolazione il volume
d'aria corrispondente al gas consumato in modo da mantenere
una pressione pressoché costante. La valvola di sicurezza
impedisce che si crei all'interno della camera del gas una
pressione eccessivamente pericolosa.
Le tubazioni di collegamento degli accumulatori al resto
dell'impianto devono rispettare le norme previste per gli
impianti di gas naturale a pressione minore di 5 bar.
Nel gasometro non devono formarsi sovrapressioni e quindi si
deve avere una valvola di sicurezza che rilascia il gas in
atmosfera attraverso la torcia quando la pressione supera
valori di 800-1000 mmH2O: questo si ottiene attraverso una
guardia idraulica il cui battente idraulico determina la
pressione di sicurezza. La guardia draulica è coadiuvata da
ulteriori dispositivi di sicurezza come presso stati e
valvole di scarico. Analogamente alle sovrapressioni vanno
controllate anche le sottopressioni con valvole di blocco
dell'alimentazione.
Appositi separatori di condensa devono essere installati in
tutti i punti più bassi dell'impianto.
