SYNGEN.IT - Fotovoltaico Chiavi in Mano
SYNGEN  

Fotovoltaico - Domande più Frequenti

DOMANDE SUL MECCANISMO DI INCENTIVANZIONE
Che cosa è il Conto Energia?
Come funziona il Conto Energia?
Chi può richiedere il contributo in Conto Energia?
Come si accede al Conto Energia?
Cosa succede dopo 20 anni con il Conto Energia?
L’impianto fotovoltaico deve essere necessariamente installato sui tetti degli edifici?
Sono possibili anche installazioni per le aziende, oltre che per le abitazioni?
Tipologie di impianto
Tariffe incentivanti
Premi per impianti abbinati al risparmio energetico
Maggiorazione dei premi incentivanti
Altri incentivi

DOMANDE SULLA TECNOLOGIA FOTOVOLTAICA
Cos'è il fotovoltaico?
Che cosa è la cella solare?
Cos’è un impianto fotovoltaico?
Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?
Che tipo di tecnologie fotovoltaiche esistono?
Che cosa sono i pannelli monocristallini?
Che cosa sono i pannelli policristallini?
Che cosa sono i pannelli amorfi/ a pellicola sottile?
Esistono altre tecnologie?
Da cosa dipendono i rendimenti del pannello?
Che cosa accade quando il cielo è coperto?
Conviene che i pannelli si spostino seguendo il sole?
In che modo contribuisce il fotovoltaico alla protezione dell'ambiente?
Quanta CO2 si evita di produrre con il fotovoltaico?
Che cosa significa CEI 61215 & CEI 61646?
Che cosa significa tensione di esercizio / tensione MPP?
Che cosa significa STC?
Che cosa significa garanzia di potenza?
Che cosa significa tolleranza di potenza?

DOMANDE SULL’IMPIANTISTICA
Che tipo di impianti fotovoltaici esistono?
Ci sono requisiti particolari per l’installazione di un impianto fotovoltaico?
Che tipi di montaggio sono possibili?
Quando si presta una casa ad ospitare un impianto solare?
Quando si presta un terreno ad ospitare un impianto solare?
Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
Dove deve essere installato l'inverter?
Con il fotovoltaico si è immuni da black-out?
L’installazione di un impianto fotovoltaico richiede modifiche ad un impianto elettrico preesistente?
Quanto può produrre un impianto fotovoltaico?
Che cosa significa kW di picco?
L'impianto fotovoltaico deve essere pulito regolarmente?
L'impianto necessita di manutenzione?
Quanto tempo richiede il montaggio dell’impianto?
Che durata ha un impianto fotovoltaico?
È possibile che un fulmine distrugga l'impianto?
La grandine può causare danni irreparabili ai pannelli?
Il vento può danneggiare un impianto fotovoltaico?
Bisogna assicurare l’impianto fotovoltaico?

DOMANDE SU AUTORIZZAZIONI E COSTI
Quali autorizzazioni sono necessarie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico?
Quali sono le autorizzazioni urbanistiche necessarie?
Sono necessarie autorizzazioni ambientali?
Quali procedure si devono seguire per la sicurezza?
Quali autorizzazioni si devono ottenere per la connessione in rete?
Qual è l’iter per il riconoscimento della tariffa incentivante e dei premi?
E’ possibile acquistare le autorizzazioni con l’impianto?
Quanto tempo è necessario per realizzare l’impianto?
Quali sono i criteri per stimare il costo di un impianto fotovoltaico?
Quanto può costare un impianto fotovoltaico chiavi in mano?
Ci sono costi o interventi aggiuntivi nel tempo?

DOMANDE SUGLI ASPETTI ECONOMICI E FISCALI
Che tipo di agevolazioni fiscali esistono per il privato?
Che posizioni fiscali esistono per i soggetti giuridici?
Che posizioni fiscali esistono per gli enti non commerciali?
Che tipo di agevolazioni si ottengono per lo scambio sul posto?
Che tipo di agevolazioni si ottengono con la vendita di energia?
E’ conveniente finanziare l'investimento con il credito?
E’ conveniente finanziare l'investimento con il leasing?
Quanto è la redditività dell’investimento?
Quanto è il tempo di ritorno dell’investimento?
Le aziende agricole sono agevolate in questo investimento?
E’ possibile il project financing?
 




DOMANDE SUL MECCANISMO DI INCENTIVANZIONE

Che cosa è il Conto Energia?
Come già altri paesi Europei (Germania e Spagna), anche l’Italia ha attuato un piano di incentivi volto a favorire la realizzazione di impianti fotovoltaici civili ed industriali. Il Conto Energia incentiva la produzione senza dare contributi in conto capitale. Inoltre, a fronte di alcuni parametri da rispettare, consente di scambiare o vendere al gestore della rete l'energia prodotta dal proprio impianto fotovoltaico. Grazie al Conto Energia, su un periodo di media durata, oltre a non pagare per l’energia elettrica consumata, è possibile anche guadagnare. L’impianto fotovoltaico diventa un vero e proprio investimento con una sua redditività autonoma.

Come funziona il Conto Energia?
Tutti gli impianti fotovoltaici di potenza compresa tra 1 e 1000 kW, godono, per 20 anni, di una tariffa incentivante anni sull'energia prodotta dall'impianto connesso alla rete elettrica.
a) Scambio sul posto. Nel caso in cui l’energia elettrica venga scambiata sul posto la tariffa incentivante viene pagata sull’energia prodotta. L’energia autoconsumata non viene pagata ma non è possibile vendere l’energia che eccede l’autoconsumo. Il gestore elettrico fa da banca dell’energia per un anno, durante il quale la produzione fotovoltaica e l’autoconsumo vengono conguagliati. Un eventuale eccesso di produzione fotovoltaica viene mantenuto disponibile per tre anni.
Ne consegue che l’impianto va dimensionato sulla corrente effettivamente consumata. Nel caso si installi un impianto sovradimensionato il surplus viene immesso in rete senza essere pagati pur guadagnando la tariffa incentivante. Lo scambio sul posto è possibile solo fino a 20 kW di potenza.
b) Vendita. Per le aziende, o comunque soggetti con partita IVA, è possibile fino a 20 KW, ed obbligatorio dopo i 20 kW, vendere corrente alla rete ad un prezzo stabilito dall’autorità dell’energia oppure al mercato.
Nel caso di vendita alla rete il prezzo minimo garantito è di 0,0964 €/kWh fino a 500 MWh, 0,0812 €/kWh da 500 a 1000 MWh e di 0,071 €kWh da 1000 a 2000 MWh. Questi prezzi sono provvisori in ragione di un procedimento amministrativo tra AEEG e TAR del Lazio.
Nel caso di vendita sul mercato il prezzo dipende dalla contrattazione.
Per poter vendere l’energia prodotta si deve aprire, per potenze nominali superiori a 20 kW (per le zone montane oltre 30 kW,) una officina elettrica con la denuncia UTF.

Chi può richiedere il contributo in Conto Energia?
Il Conto Energia può essere richiesto da privati, aziende, condomini e da pubbliche amministrazioni.

Come si accede al Conto Energia?
Il nuovo Decreto Conto Energia prevede un iter burocratico che viaggia su due binari paralleli: sono richieste infatti autorizzazioni urbanistiche ed ambientali per l’inserimento dell’impianto sul territorio da parte degli enti preposti (Comune, Provincia, Regione ecc.) ed specifiche procedure per la connessione alla rete ed il riconoscimento delle tariffe incentivanti e dei premi aggiuntivi..

Cosa succede dopo 20 anni con il Conto Energia?
Il contributo è contrattualizzato per 20 anni. Allo scadere del contratto, cesserà il contributo sull’energia prodotta mentre si potrà continuare a risparmiare grazie all’autoconsumo dell’energia elettrica prodotta o, nel caso di vendita, si guadagnerà dal solo prezzo della corrente.

L’impianto fotovoltaico deve essere necessariamente installato sui tetti degli edifici?
No; attualmente è possibile installare gli impianti fotovoltaici anche sul terreno e sull’arredo urbano.

Sono possibili anche installazioni per aziende, oltre che abitazioni?
I fattori da considerare sono gli stessi definiti prima (requisiti in termini di potenza elettrica voluta, superfici per l’installazione dell’impianto, orientamento delle superfici). I contesti industriali agevolano queste installazioni, visto che la disponibilità di superfici non ombreggiate è spesso maggiore. Il Conto Energia potrebbe fornire vantaggi anche maggiori dalla produzione di energia elettrica e vendita del surplus all’ente erogatore.

Tipologie di impianto
Il Decreto prevede tre tipologie di impianto. Le diverse tipologie, insieme alla potenza, determinano l'ammontare della tariffa incentivante.

a) Impianto non integrato: impianto collocato al suolo, oppure su fabbricati di qualsiasi genere ma in modo diverso da quanto stabilito nei punti che seguono

b) Impianto parzialmente integrato: impianto la cui collocazione è integrata nelle strutture esistenti. Comprende tutti quei casi in cui i pannelli sono appoggiati ad una superficie (tetti o facciate), o, nel caso di tetti piani, quando l'altezza media del modulo è inferiore all'altezza della balaustra perimetrale.

c) Impianto con integrazione architettonica: è un impianto in cui i moduli fotovoltaici sostituiscono una struttura architettonica. Per esempio, moduli fotovoltaici che costituiscono la parte superiore di una pensilina, di una tettoia o di un tetto.

La potenza dell'impianto deve essere di almeno 1 kWp.

Tariffe incentivanti
Le tariffe valide fino alla fine del 2008, espresse in €/kwh, sono rappresentate nello specchietto sottostante. Per gli impianti installati dopo il 2008 si avrà una riduzione della tariffa iniziale del 2% all’anno per il 2009 ed il 2010, poi, in assenza di decreti le tariffe iniziali rimarranno costanti. Le tariffe sono costanti in moneta corrente: con questa dizione è controverso se le tariffe, durante i 20 anni del contratto, godono dell’adeguamento ISTAT in modo da mantenere sempre lo stesso potere d’acquisto.

Potenza Non integrati Parz. integrati Integrati
da 1 a 3 kW 0,40 0,44 0,49
da 3 a 20 kW 0,38 0,42 0,46
oltre 20 kW 0,36 0,40 0,44


Premi per impianti abbinati al risparmio energetico
Per gli impianti connessi in regime di scambio sul posto, viene riconosciuta una maggiorazione delle tariffe incentivanti in due casi:
a) Qualora, successivamente alla installazione di un impianto fotovoltaico e con apposita certificazione, si dimostri che si è realizzato un intervento atto a conseguire un miglioramento del fabbisogno energetico dell'edificio su cui è installato l'impianto (miglioramento minimo del 10%). La maggiorazione è valorizzata nel 50% della percentuale del miglioramento ottenuto, con un massimo del 30% di maggiorazione dell'incentivo standard. L’erogazione inizia a partire dall’anno solare successivo alla conclusione dei lavori ed ha una durata pari alla tariffa incentivante residua.
b) Per edifici completati dopo l’entrata in vigore del decreto (febbraio marzo 2007) che attestino un fabbisogno di energia inferiore al 50% di quanto stabilito dall’allegato C, comma 1, tabella 1 del decreto legislativo 192/2005 e successive integrazioni e modificazioni, la tariffa incentivante viene incrementata del 30%.

Maggiorazione dei premi incentivanti
E' prevista una maggiorazione del 5% delle tariffe incentivanti nei seguenti casi:
- Scuole pubbliche o strutture sanitarie pubbliche anche con contributi ;
- Strutture agricole in cui le coperture in amianto sono bonificate e sostituite con strutture integrate architettonicamente;
- Soggetti pubblici di comuni con popolazione residente inferiore ai 5000 abitanti;
- Produttori da impianti non integrati, di potenza superiore a 3 kW, che vendono meno del 30% dell’energia prodotta acquistando dunque la definizione di autoproduttori.

I premi non sono cumulabili tra di loro.

Altri incentivi
E' espressamente previsto che il Conto Energia non sia cumulabile con altre agevolazione ed in particolare:
- con contributi in conto capitale od interessi superiori al 20% ad esclusione delle scuole pubbliche o parificate e delle strutture sanitarie;
- con la detrazione del 36% per la ristrutturazione;
- con il certificato verde;
- con il certificato bianco.

Nel caso in cui si preferisca accedere ad un altro incentivo si perde il diritto alla tariffa incentivante, ma l’energia elettrica prodotta da fonte rinnovabile è sempre meritoria di certificato verde per 12 anni e può accedere al contratto di scambio sul posto.

DOMANDE SULLA TECNOLOGIA FOTOVOLTAICA

Cos'è il fotovoltaico?
L'unità fondamentale dell'impianto fotovoltaico è il modulo nel quale sono collegate fra loro un determinato numero di celle. Un modulo fotovoltaico è quel dispositivo che permette di convertire l'energia solare in energia elettrica utilizzando la proprietà di alcuni materiali, come il silicio, di produrre energia elettrica se irradiati dalla luce solare. Il termine stesso “fotovoltaico” racchiude in sé queste caratteristiche, derivando da foto (= luce) e voltaico (dall’inventore della batteria, Alessandro Volta). Singoli moduli fotovoltaici sono assemblati in una intelaiatura, che li protegge anche dagli agenti atmosferici e vengono chiamati pannelli fotovoltaici.

Che cosa è la cella solare?
Una singola cella solare, con dimensioni 10 x 10 cm, produce una tensione pari a circa 0,5 volt e un'intensità di 2,4 ampère, ossia una potenza di ca. 1,2 watt. Per aumentare la tensione le solari vengono collegate insieme (in serie) e "impacchettate" fra lastre di vetro o di plastica a formare un modulo in modo da proteggerle dagli agenti atmosferici. Molto diffusi sono i moduli a 36 celle, ma sono frequenti anche quelli di grandi dimensioni fino a 2,5 m² di superficie. In una giornata limpida e soleggiata il sole irradia circa 1000 watt per m². Un pannello di 1 m² produce in queste condizioni circa 130 watt.

Cos’è un impianto fotovoltaico ?
I pannelli fotovoltaici disposti in serie costituiscono una stringa. Le stringhe connesse in parallelo su un quadro di campo vanno a formare il generatore fotovoltaico. I pannelli vengono installati in modo da essere esposti direttamente ai raggi solari ( vengono dunque disposti su tetti di abitazione, terrazzi, cortili). La radiazione solare che colpisce la cella viene trasformata in corrente continua che, passando attraverso un inverter, viene convertita in corrente alternata. L'energia così creata può a questo punto essere utilizzata per le utenze isolate oppure essere immessa nella rete elettrica e misurata da uno speciale contatore del gestore della rete elettrica, il quale la acquisterà come credito da applicare sulla bolletta (vedi Conto Energia).

Che differenza c’è tra un impianto fotovoltaico ed un impianto solare termico?
Entrambe le tipologie d’impianto utilizzano il sole come fonte energetica, catturandone la radiazione attraverso superfici captanti: mentre i moduli fotovoltaici trasformano direttamente la radiazione solare in energia elettrica, i pannelli solari termici utilizzano l’energia termica del sole per riscaldare l’acqua da utilizzare per uso igienico sanitario o per il riscaldamento degli ambienti.

Che tipo di tecnologie fotovoltaiche esistono?
La tecnologia più diffusa si basa sull’uso del silicio che, dopo l’ossigeno, è l’elemento più diffuso sulla crosta terrestre (28%). Esistono tre tipi di celle al silicio:
1) Silicio monocristallino, che utilizza silicio purissimo, con atomi perfettamente allineati che garantiscono la massima conducibilità.
2) Silicio policristallino, con monocristalli di silicio aggregati con forme e orientamenti diversi.
3) Silicio amorfo o a film sottile, che non ha struttura cristallina e i cui atomi vengono deposti chimicamente in ordine casuale senza alcun allineamento (struttura amorfa), utilizzando quantità di silicio molto basse.
Ogni tecnologia si differenzia per prestazioni, rendimento, costi e durata.

Che cosa sono i pannelli monocristallini?
Le celle monocristalline presentano attualmente il maggior grado di efficienza fra tutti i pannelli fotovoltaici (fino al 17,5%, in laboratorio fino al 25%) ed hanno una durata utile di almeno 30 anni. Come suggerisce il nome stesso la cella è composta da un singolo cristallo: grazie all'orientamento esattamente eguale della struttura cristallina in una direzione è possibile ottenere questo elevato grado di efficienza. Ciò comporta tuttavia anche una fase di produzione estremamente onerosa che rende queste celle più costose. Hanno di solito colore nero.

Che cosa sono i pannelli policristallini?
I pannelli policristallini o multicristallini hanno un buon rapporto prezzo/rendimento, ovvero il costo in €/Watt è solitamente minore rispetto ai pannelli monocristallini. Ciò dipende dall'economicità del processo di produzione. Il silicio puro semiconduttore viene fatto fondere in condizioni di sottopressione sotto un vetro protettivo e colato in apposite lingottiere in cui solidifica con l'aumento della temperatura. I blocchi multicristallini vengono ridotti da seghe sottilissime in colonne con una superficie a base quadrata delle celle. Le colonne vengono tagliate con una sega a tazza in fette di silicio multicristallino con uno spessore di 0,45 mm e pulite. Questo prodotto intermedio viene anche denominato wafer. Il colore è bluastro.

Che cosa sono i pannelli amorfi/ a pellicola sottile?
I pannelli amorfi, o anche microcristallini, vengono vaporizzati nella fase plasma e sono anch'essi composti da silicio. L'impiego di materiale di silicio usato nella fase di produzione è pari solo all'1% rispetto ai pannelli in silicio tradizionali.
Di conseguenza questi pannelli sono più economici, ma il loro grado di efficienza è inferiore a quello di pannelli prodotti in modo tradizionale. Il vantaggio maggiore è però quello che i pannelli amorfi sono notevolmente più attivi. Ciò significa che anche in condizioni di irraggiamento diffuso (fasi dell'alba e del tramonto, come anche con cielo coperto) può essere raggiunto un buon bilancio energetico. Inoltre facilitano la realizzazione di impianti integrati essendo flessibili ed adattabili. Possono essere di moltissimi colori.

Esistono altre tecnologie?
Sì. Le celle fotovoltaiche più largamente studiate oltre al citato silico sono:

  • L’Arseniuro di gallio (GaAs) è una lega binaria con proprietà semiconduttive in grado di assicurare rendimenti elevatissimi, dovuti alla proprietà di avere un gap diretto (a differenza del silicio). Viene impiegata soprattutto per applicazioni militari o scientifiche avanzate (come missioni automatizzate di esplorazione planetaria o fotorivelatori particolarmente sensibili). Tuttavia il costo proibitivo del materiale monocristallino, a partire dal quale sono realizzate le celle, ne ha limitato l’impiego.

  • Il Fosfuro di indio e gallio (InGaP) ed il Rame indio diselenide (CuInSe2) hanno una buona efficienza anche a temperature elevate ed appaiono particolarmente adatti a sistemi a concentrazione. Hanno costi di produzione elevatissimi.

  • Celle al Solfuro/Telloruro di cadmio (Cd/TeS) microcristallino, che per la sua produzione non richiede il raggiungimento delle temperature molto elevate necessarie invece alla fusione e purificazione del silicio. Il Solfuro costituisce la parte n della giunzione, il telloruro la parte p. Essi vengono applicati ad un supporto metallico per spray-coating, cioè vengono spruzzati come una vernice. Tra gli svantaggi legati alla produzione di questo genere di celle fotovoltaiche vi è la tossicità del cadmio ed il costo maggiore rispetto al silicio amorfo che si accompagna però ad un rendimento interessante.

  • Celle a film sottile ad eterogiunzione fra solfuro di rame e varie soluzioni quali solfuro di cadmio (Cu2S-CdS), diseleniuro di indio e rame (Cu2S-CuInSe2), telloruro di cadmio (Cu2S-CdTe), fosfato di Indio (Cu2S-InP), in cui l'assorbimento dei fotoni ha luogo nello strato Cu2S e gli elettroni generati passano nel secondo strato per diffusione. L'efficienza è molto bassa, circa la metà rispetto alla cella convenzionale in silicio, ma il costo è inferiore.

  • Celle a film sottile a giunzione multipla. Il sistema più efficiente che consiste nella disposizione di film sottili sovrapposti in modo che i fotoni che non sono assorbiti dal primo strato, attraversano la cella, che appare loro abbastanza trasparente, e vengono assorbiti dalla cella sottostante. Ciò equivale a sfruttare completamente lo spettro solare. La parte di spettro a frequenza più elevata viene raccolta dallo strato superiore, mentre la parte a frequenza minore attraversa tale strato, che appare abbastanza trasparente, e viene catturata da quello sottostante. Non si usano più di 3 strati ( Tripla Giunzione) perchè ad ogni passaggio vi è una perdita di efficienza. la cella più diffusa in ambito spaziale è Fosfuro di Indio-Gallio su Arseniuro di Gallio su Germanio. L’ uso del germanio monocristallino comporta costi elevati dovuti alle piccole quantità.

  • Celle a concentrazione. Tutte le celle individuate precedentemente possono essere convenientemente adattate a sistemi a concentrazione che concentrano sull’area della cella l’irraggiamento di una superficie molto maggiore. In particolare le celle a giunzione multipla hanno costi tali da non poter essere concepiti in assenza di sistemi a concentrazione. La concentrazione porta però ad enormi perdite nei circuiti dovute al basso voltaggio. Per aumentare il voltaggio oltre alla corrente, bisogna prevedere una combinazione di piccole celle in serie sulle quali è disegnata una rete di circuiti superficiali. L'uso dei concentratori ha il duplice effetto di ridurre il numero di celle necessarie, sostituendole con lenti o specchi di materiale plastico poco costoso, e di mantenere la superficie del dispositivo rivolto verso il sole, aumentando l'irraggiamento.

Da cosa dipendono i rendimenti del pannello?
Le prestazioni di un pannello dipendono da
a) caratteristiche solari del sito quali l’irraggiamento, la visuale libera, l’ombreggiamento, la latitudine e la riflettanza delle superfici circostanti. ecc.
b) caratteristiche dell’impianto come inclinazione e temperatura,
c) tipologia dai pannelli con i loro rendimenti specifici,
Il rendimento è la percentuale di energia trasformata rispetto a quella irraggiata sul modulo che in condizioni standard è indicativamente:

1) monocristallino : 15% -20%
2) policristallino : 10% -15%
3) amorfo: 8%-10%
Ovviamente, a parità di produzione di energia elettrica, un pannello fotovoltaico amorfo occuperà una superficie maggiore rispetto ad un equivalente cristallino.

Che cosa accade quando il cielo è coperto?
I pannelli fotovoltaici non utilizzano solamente la luce solare diretta, presente solo con cielo sereno, ma anche il cosiddetto irraggiamento diffuso dalle nuvole. Si tratta di un fenomeno molto semplice: più luminoso vi appare l'ambiente esterno, maggiore è la potenza generata dai pannelli - indipendentemente dal fatto che il sole sia visibile o meno.

Conviene che i pannelli si spostino seguendo il sole?
Sì, è possibile raggiungere rendimenti superiori fino al 45%. Gli inseguitori solari sono pannelli rotanti su un perno che ottimizzano la captazione solare. Gli inseguitori solari verticali modificano solo l’angolo di inclinazione del pannello con un incremento dell’energia pari a circa il 5%. Gli inseguitori orizzontali modificano l’angolo di azimut del pannello ed aumentano l’energia captata del 25%. I più efficienti sono i sistemi di inseguimento solare a 2 assi che si orientano seguendo l'andamento del sole come un girasole. In giornate di cielo coperto la superficie dei pannelli si presenta piana per ricevere la quota più elevata possibile di luce solare diffusa. Indicativamente il costo aumenta del 20%.

In che modo contribuisce il fotovoltaico alla protezione dell'ambiente?
Con un impianto solare viene prodotta energia e di conseguenza viene diminuito l'utilizzo di energia convenzionale proveniente da petrolio, gas, carbone o uranio. I danni all'ambiente provocati dalle emissioni di CO2 vengono ridotti. Si evitano inoltre i danni ambientali dovuti a trasporto, ottenimento e lavorazione di materie prime o allo smaltimento di fonti energetiche esauste.

Quanta CO2 si evita di produrre con il fotovoltaico?
Il calcolo è presto fatto perché un impianto a combustibili fossili per ogni kWh di energia prodotta richede 0,25 Kg di combustibile ed emette0,8 Kg di CO2 .
Un kWp in un impianto fotovoltaico produce nei vent’anni canonici circa 1300kWh/anno per un totale di 26000 kWh, si conclude che per ogni kW fotovoltaico installato si risparmiano 6500 kg di combustibile fossile e si evitano 20800 kg di anidride carbonica emessa.

Che cosa significa CEI 61215 & CEI 61646?
Se un pannello solare è stato certificato secondo la norma CEI 61215 (cristallino) o CEI 61646 (pellicola sottile) ne è stata accertata la qualità nella stabilità meccanica e nella conformità ai parametri elettrici.

Che cosa significa tensione di esercizio / tensione MPP?
Indica il valore di tensione a cui viene fornita la massima potenza in condizioni standard di prova (STC). Il punto di massima potenza di un pannello viene detto punto MPP (Maximum Power Point).

Che cosa significa STC?
Condizioni Standard di Prova. Per poter confrontare la potenza di diversi pannelli solari devono essere impiegate delle condizioni di prova unitarie. Irraggiamento di 1000W/m²; temperatura di 25 gradi Celsius e AM 1,5 (AM=Air Mass) questo dato indica lo spessore della massa d'aria, all'equatore la massa d'aria è AM=1, in Europa ca. 1,5). La sensibilità di una cella solare cambia con la composizione spettrale della luce.

Che cosa significa garanzia di potenza?
Indica lo scostamento massimo consentito dalla potenza nominale dopo 10, 20 o anche 25 anni di esercizio. Il decreto richiede una garanzia dell’80% di potenza residua dopo 20 anni. Ormai molti produttori propongono una garanzia dell’ 80% a 25 anni.

Che cosa significa tolleranza di potenza?
Indica lo scostamento massimo dalla potenza nominale. I produttori dei pannelli la indicano con più o meno il 2,5%, 5% o anche il 10%. Anche se non dichiarato espressamente molti costruttori forniscono moduli con una potenza reale superiore a quella nominale per poter garantire con certezza la potenza residua dopo i 20 anni.

DOMANDE SULL’IMPIANTISTICA

Che tipo di impianti fotovoltaici esistono?
Esistono due grosse tipologie di impianti: autonomi (con accumulo o stand alone) e connessi alla rete (o grid connected). I sistemi autonomi utilizzano l’energia prodotta dall’esposizione solare durante il giorno per caricare una batteria e rilasciare in seguito l’energia immagazzinata quando l’utenza lo richiede. In questo modo possono essere alimentati apparecchi di piccole e medie dimensioni (strumenti di emergenza, lampioni stradali, ripetitori, ecc.). I sistemi grid connected invece sono normalmente utilizzati per fornire energia a una rete elettrica già alimentata da generatori convenzionali e cedere all’ente erogatore il surplus, utilizzando un apposito contatore che registra i flussi di entrata e di uscita.

Ci sono requisiti particolari per l’installazione di un impianto fotovoltaico?
Un impianto fotovoltaico può essere installato praticamente ovunque senza problemi particolari. Gli unici fattori da tenere in considerazione sono:
1) Presenza della rete elettrica con un contatore. In caso contrario è possibile solo l’accumulo e non il grid connected.
2) Disponibilità di superfici idonee su cui installare i pannelli; che abbiano cioè la caratteristica di non presentare ostacoli all’esposizione del sole (ad esempio altri edifici od alberi); la soluzione più adatta è il tetto di un edificio, ma è possibile considerare anche soluzioni alternative quali pareti, strutture comuni o terreni.
3) L’orientamento di tali superfici deve essere verso sud poco discosto.
4) Disponibilità di spazi per installare l’inverter e i cablaggi.

Che tipi di montaggio sono possibili?
Con il montaggio si cerca di integrare architettonicamente l’impianto per poter accedere ad una tariffa maggiore. E’ possibile selezionare anche pannelli con diversi colori oppure impiegare i pannelli a film sottile che essendo flessibili si adeguano alla geometria sottostante. I pannelli rigidi vengono fissati con staffe al tetto od alla parete quando sono complanari. Su terreno, su tetto piano e quando non sono complanari alla superficie si appoggiano su puntelli metallici, inox o zincati, che offrono l’inclinazione e l’orientamento ottimali.

Quando si presta una casa ad ospitare un impianto solare?
In linea di principio quasi ogni edificio è adatto ad accogliere un impianto solare. È necessaria una superficie sul tetto o sulla facciata orientata verso sud, est o ovest. Una superficie orientata verso sud con un'inclinazione di circa 30° offre una resa ottimale. Uno scostamento verso SO/SE o inclinazioni minori riducono la resa energetica solo in modo marginale. Devono però essere evitati fenomeni di ombreggiamento dovuti ad alberi o a case vicine.

Quando si presta un terreno ad ospitare un impianto solare?
In linea di principio ogni terreno non ombreggiato può ospitare un impianto fotovoltaico permettendo una inclinazione ed una orientazione ottimale. Un impianto posto in opera su un terreno ovviamente non può essere integrato ed è più facilmente soggetto ad atti vandalici. E’ necessario inoltre mantenere una distanza minima tra le file per evitare ombreggiamenti reciproci da parte dei pannelli.

Quanto spazio occupa un impianto fotovoltaico?
L’ampiezza dell’area interessata dipende dalla potenza di picco desiderata e dal tipo di modulo e dalle condizioni di esposizione. Per ogni kW installato si ha che:
a) con i pannelli cristallini sono necessari circa 8 m²
b) con i pannelli a film sottile sono necessari circa 12 m²
c) con le tegole fotovoltaiche sono necessari circa 15 m² .

Dove deve essere installato l'inverter?
L'inverter dovrebbe essere installato preferibilmente in un luogo fresco e con una scarsa escursione termica. Il calore eccessivo danneggia l’inverter. Una soffitta fresca o uno scantinato sono luoghi ideali.

Con il fotovoltaico si è immuni da black-out?
Per ragioni di sicurezza, in caso di black-out da parte della rete, l’impianto si disconnette per evitare rischi di sicurezza per gli operai che potrebbero essere fulminati dall’energia generata dall’impianto fotovoltaico. Quando l'ente di fornitura elettrica interrompe l’erogazione di corrente vi è un dispositivo automatico nell’inverter che interrompe l’immissione entro brevissimo tempo.

L’installazione di un impianto fotovoltaico richiede modifiche ad un impianto elettrico preesistente?
No, non si deve modificare l'impianto esistente. L’impianto fotovoltaico ha una sua linea autonoma, che viene collegata al quadro elettrico generale, e due contatori installati dal gestore di rete: uno per misurare la produzione di energia fotovolatica ed uno, bidirezionale, per registrare l’energia elettrica prelevata dalla rete od immessa.
Dalla misura al primo contatore viene calcolata la tariffa incentivante, dalla misura al secondo contatore viene stabilito il conguaglio nel caso di scambio sul posto ed il surplus nel caso di vendita.
L’impianto elettrico deve però essere conforme alla legge 46/90 “Norme per la sicurezza degli impianti”.

Quanto può produrre un impianto fotovoltaico?
La produzione di un impianto fotovoltaico dipende in gran parte da alcune condizioni generali quali: orientamento dell'impianto, inclinazione dell'impianto, valori di irraggiamento medi in loco. Nel Nord Italia si hanno valori variabili da 800 a 1200 kWh all'anno per ogni kWp di potenza installata. Syngen, sula base dei tuoi dati caratteristici, ti fornisce un dimensionamento per varie soluzioni progettuali.

Che cosa significa kW di picco?
kWp, ovvero chilowatt di picco, è la potenza massima di un generatore fotovoltaico in condizioni standard.

L'impianto fotovoltaico deve essere pulito regolarmente?
No. Le precipitazioni atmosferiche provvedono alla pulizia necessaria per l'esercizio. Tuttavia, nei pressi di aree fortemente industrializzate, in cui è presente un elevato inquinamento dell'aria, può rendersi necessaria una pulizia a lunghi intervalli.

L'impianto necessita di manutenzione?
Gli impianti solari generalmente non richiedono manutenzione o essa è molto limitata. Non vi sono parti rotanti, cuscinetti o altri componenti che richiedano manutenzione. Si consiglia di controllare la plausibilità dei valori di rendimento mediante un monitoraggio regolare del contatore di immissione per poter riconoscere il più presto possibile eventuali problemi dell'impianto, o di stipulare un contratto di manutenzione per la verifica annuale.

Quanto tempo richiede il montaggio dell’impianto?
Dipende dalle dimensioni. Per un impianto domestico si può ipotizzare una settimana di lavoro per il trasporto, il montaggio, il collegamento ed il collaudo; tuttavia il tempo richiesto dipende dalla complessità e dalla tipologia dell’impianto, dalle infrastrutture esistenti, dal tipo di copertura e dall’altezza di questa. Impianti di maggiori dimensioni richiedono un cronoprogramma dedicato. La valutazione precisa dei tempi di installazione verrà comunque effettuata in fase di preventivo.

Che durata ha un impianto fotovoltaico?
I moduli fotovoltaici hanno una vita stimata in molti decenni, anche se è plausibile pensare a dismissioni dopo 30/35 anni a causa delle riduzioni di efficienza.

È possibile che un fulmine distrugga l'impianto?
Sì. In mancanza di parafulmine, un fulmine che lo colpisca direttamente distruggerebbe l'impianto. Le probabilità di abbattimento di un fulmine su un’abitazione non vengono però aumentate da un impianto solare. Più probabile è che l'impianto subisca una sovratensione a causa di un fulmine scaricatosi nelle vicinanze. La Norma CEI EN 62305-4 , che l’impianto deve soddisfare, offre agli utenti un importante strumento tecnico, per la protezione dei componenti elettrici ed elettronici, dai pericolosi effetti elettromagnetici associati al fenomeno del fulmine. In questa Norma l’adozione di dispositivi limitatori di sovratensione (Surge Protection Devices, SPD) secondo precise prescrizioni rappresenta l’elemento qualificante della protezione degli impianti contro i fulmini.
L’impianto deve essere collegato a terra.

La grandine può causare danni irreparabili ai pannelli?
In generale i pannelli sono ben protetti contro la grandine. Il vetro speciale impiegato è temprato e per testarlo vengono sparati contro il pannello sfere di ghiaccio. Queste prove secondo la normativa CEI vengono eseguite con sfere di ghiaccio con un diametro da 12,5 mm fino a 75 mm. La velocità di impatto è pari ad un massimo di 140 km/h. La probabilità che la grandine danneggi i pannelli in modo irreparabile è relativamente limitata.

Il vento può danneggiare un impianto fotovoltaico?
Per impianti parzialmente o completamente integrati il rischio di danneggiamento è trascurabile. Per impianti non integrati, specialmente se montati su inseguitori solari, il rischio è una funzione della ventosità locale e dell’effetto vela del pannello. I pannelli sono collaudati per venti a 130 kmh e gli ancoraggi vanno calcolati tenendo conto dei sovraccarichi del vento.

Bisogna assicurare l’impianto fotovoltaico?
Poiché la vita dell’impianto è particolarmente lunga bisogna considerare l’opportunità di assicurare il bene almeno per il tempo di ritorno dell’investimento. La novità dell’impiantistica fotovoltaica ha impedito che siano già presenti sul mercato prodotti assicurativi espressamente dedicati a questo specifico investimento. Normalmente l’assicurazione immobiliare copre i danni elementari (bufera, grandine, fuoco ecc.) previo accordo con la compagnia assicurativa. Una copertura assicurativa maggiore viene offerta da polizze contro tutti i rischi, che coprono anche il furto, i danni da fulmini, la sovratensione, le tempeste, gli atti vandalici ecc.

DOMANDE SU AUTORIZZAZIONI E COSTI

Quali autorizzazioni sono necessarie per la realizzazione di un impianto fotovoltaico?
Le autorizzazioni all’intervento possono variare da Regione a Regione, e da Comune a Comune ed è dunque necessario verificare presso l’Ufficio tecnico del Comune di competenza le autorizzazioni necessarie al proprio impianto. Le prescrizioni per la connessione vengono date dal gestore di rete. L’ autorizzazione alla tariffa incentivante viene concessa del Gestore Servizi Elettrici sulla base della documentazione inviata.

Quali sono le autorizzazioni urbanistiche necessarie?
Normalmente per un impianto fotovoltaico di piccola taglia (potenza nominale fino a 20 kW) da installare su un edificio o sul terreno è necessaria la Denuncia di Inizio Attività (DIA) come per qualsiasi altro intervento di manutenzione straordinaria con progetto edile, relazione tecnica, autocertificazione di disponibilità immobile, conformità 46/90 ecc., nomina del Direttore Lavori e dell’impresa installatrice. Nel caso in cui il sito di installazione ricada in un’area protetta, soggetta a vincoli paesaggistici o architettonici, occorre richiedere un nullaosta alla competente autorità sul territorio (Ente parco, Sovrintendenza, ecc.).

Sono necessarie autorizzazioni ambientali?
Dipende dal tipo di impianto. Gli impianti parzialmente o completamente integrati di qualunque potenza e gli impianti non integrati fino a 20 kW non sono considerati impianti industriali e non necessitano della verifica ambientale. Se però cadono in aree protette la verifica è a discrezione della regione di competenza.
Gli impianti non integrati di potenza superiore a 20 kW sono considerati impianti industriali e sono quindi soggetti a verifica ambientale secondo le modalità stabilite da ogni regione.
Il decreto prevede espressamente per le aziende agricole, la possibilità di installare gli impianti non integrati anche su terreni a destinazione agricola.

Quali procedure si devono seguire per la sicurezza?
Se nel cantiere fotovoltaico intervengono diverse imprese, come è usuale, deve essere previsto il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) con notifica all’USL ed all’Ispettorato del lavoro di competenza. Tutte le imprese dovranno adeguare il loro POS (piano operativo sicurezza) alle indicazioni del PSC e dovrà essere nominato un coordinatore in corso d’opera.
Gli eventuali ponteggi dovranno essere correlati da PIMUS (Piano di montaggio,utilizzo e smontaggio) che, per altezze superiori ai 20 metri, saranno progettati da un tecnico abilitato.

Quali autorizzazioni si devono ottenere per la connessione in rete?
La domanda per la connessione va inoltrata al gestore di rete accompagnata da un progetto elettrico apposito. Il gestore di rete, entro 20 giorni dall’invio del progetto elettrico comunica il preventivo dei costi di connessione e la tipologia dei lavori necessari.
Al termine dell’installazione, il gestore di rete, dopo la presentazione di un progetto "come eseguito" e di tutte le certificazioni e conformità necessarie, connette l’impianto alla rete entro trenta giorni se il preventivo richiedeva lavori semplici ed entro 120 giorni nel caso di lavori complessi.

Qual è l’iter per il riconoscimento della tariffa incentivante e dei premi?
Il Gestore dei Servizi Elettrici (GSE) ha attivato un portale attraverso il quale il proprietario può inoltrare la domanda di riconoscimento della tariffa e dei premi, ed una volta riconosciuta la tariffa, potrà comunicare le misure e seguire lo stato dei pagamenti.
Per il riconoscimento della tariffa, entro 60 giorni dall’avviamento impianto, tutta la documentazione prevista dal decreto, va inviata al GSE il quale, entro 60 giorni, comunica il riconoscimento della tariffa incentivante e dei premi eventualmente associati.

E’ possibile acquistare le autorizzazioni con l’impianto?
L’intervento di diversi attori, rende difficoltoso, per chi desidera installare un impianto fotovoltaico, gestire in prima persona sia la fase di valutazione preliminare che la fase di progettazione installazione e certificazione. Syngen offre il pacchetto chiavi in mano comprensivo di analisi tecnico-economica preliminare, autorizzazioni e pratiche burocratiche, montaggio ed avviamento impianto attraverso un contratto di appalto integrato ed un capitolato tecnico particolarmente vincolante.

Quanto tempo è necessario per realizzare l’impianto?
I tempi dipendono dal tipo di autorizzazioni necessarie. Il caso più semplice e lineare, dove non sono necessarie verifiche ambientali ed è sufficiente una semplice DIA e lavori semplici da parte del gestore di rete, può avere il seguente cronoprogramma a partire dalla firma del contratto:

Progetti 1 mese
Autorizzazione DIA e gestore rete 1 mese
Fornitura, Montaggio e collaudo 1 mese
Avviamento 1 mese
Totale 4 mesi


Quali sono i criteri per stimare il costo di un impianto fotovoltaico?
La realizzazione di un impianto fotovoltaico dalla progettazione fino all’avviamento comprende:
a) Progettazione elettrica, edile ed ambientale
b) Piano coordinato della sicurezza
c) Pratica ENEL
d) Pratica DIA ed altre autorizzazioni se necessarie
e) Nomina Direttore Lavori
f) Nomina Coordinatore responsabile della sicurezza
g) Fornitura e montaggio
h) Collaudo impianto e avviamento
i) Pratica per la tariffa incentivante.
Il prezzo è principalmente influenzato da
1) Potenza installata,
2) Tipo di pannello e scelta dei componenti,
3) Altezza ed accessibilità del sito,
4) Eventuale necessità di autorizzazioni particolari,

Quanto può costare un impianto fotovoltaico chiavi in mano?
Il prezzo può essere definito con precisione solo durante l’elaborazione del progetto definitivo. Alcuni costi, come la progettazione, le pratiche burocratiche il trasporto ed il sollevamento dei moduli, rimangono praticamente fissi e quindi con l’aumento della potenza vengono distribuiti su di un numero maggiore di kW.
Il costo dei moduli per grandi ordinativi diminuisce ed anche il montaggio ha una contrazione dei costi unitari.
Si può assumere, indicativamente, che per piccoli impianti domestici con una potenza tipica di 3 kW il costo sia di 8.000 € per kWp comprendendo anche tutti i lavori edili e le pratiche urbanistiche. Con l’aumentare della potenza il costo scende progressivamente.
Il pacchetto chiavi in mano di Syngen permette al cliente di fare una valutazione globale del progetto e di operare in maniera razionale senza costi occulti.

Ci sono costi o interventi aggiuntivi nel tempo?
Una volta installato, l'impianto è praticamente autosufficiente. Costi aggiuntivi sarebbero legati solo ad eventi calamitosi o vandalici. Considerando che in fase di costruzione i moduli vengono sottoposti a test di resistenza alla grandine (anche di grosse dimensioni), installando pannelli certificati da enti internazionali, il rischio di costi imprevisti impiantistici e’ praticamente nullo. Gli unici interventi aggiuntivi possono essere legati ad eventi speciali (ad esempio neve), che richiedono una pulizia manuale dei pannelli, altrimenti autopulenti grazie all’esposizione a pioggia e vento.

DOMANDE SUGLI ASPETTI ECONOMICI E FISCALI

Che tipo di agevolazioni fiscali esistono per il privato?
Il privato è agevolato su diversi fronti per poter disseminare effettivamente la produzione di energia elettrica.
a) la tariffa incentivante è maggiore per impianti inferiori a 3 kWp cioè quelli tipicamente domestici.
b) La definizione di integrazione architettonica permette facili adeguamenti nell’edilizia residenziale.
c) Con lo scambio sul posto, l’unico che il privato può fare, la tariffa incentivante non è tassata .
d) L’autoconsumo non viene pagato, con un ulteriore guadagno di circa 0,2 €/kWh.
e) L’IVA è del 10%.

Che posizioni fiscali esistono per i soggetti giuridici?
L’azienda ha innanzitutto due opzioni: fino a 20kWp può operare in regime di scambio sul posto oppure può diventare venditrice di energia, in entrambi i casi la tariffa incentivante è considerata reddito d’impresa e viene tassata.

Che posizioni fiscali esistono per gli enti non commerciali?
Nel caso di ente non commerciale (condominio, amministrazione pubblica ecc.) che opera in regime di scambio sul posto la tariffa incentivante non è tassata mentre se diventa venditore di energia si configura un’attività commerciale soggetta a tassazione.

Che tipo di agevolazioni si ottengono per lo scambio sul posto?
Questa opzione è valida solo fino a 20 kWp e ma nulla impedisce anche alle aziende maggiori di ricorrere a questo sistema per una quota significativa del loro consumo.
a) La tariffa incentivante è maggiore per impianti inferiori a 20kWp cioè quelli tipici da piccola impresa e da soggetti a partita IVA ( negozi, ristoranti ecc.).
b) Con lo scambio sul posto, la tariffa incentivante non è tassata per i privati e gli enti non commerciali.
c) L’autoconsumo non viene pagato con un ulteriore guadagno pari al costo dell’energia acquistata attualmente.
d) L’azienda è trasparente all’IVA.
e) L’impianto si può ammortizzare in 10 anni, 8 con l’ammortamento anticipato, recuperando IRAP ed IRES/IRPEF per circa il 37,25% del costo. Il ricorso al credito bancario permette di dedurre gli interessi passivi.
f) Il ricorso al leasing permette di abbreviare il periodo di ammortamento.

Che tipo di agevolazioni si ottengono con la vendita di energia?
Questa opzione possibile, per le aziende, anche fino a 20 kWp, e diventa obbligatoria per impianti superiori a 20 kWp.
a) La corrente viene venduta a 0,0964 €/kWh garantiti oppure a prezzo di mercato.
b) Viene ritagliata la quota per l’autoconsumo soltanto durante la produzione in quanto la rete non fa da banca dell’energia e non conguaglia i disallineamenti.
c) I ricavi della tariffa e della vendita sono tassati.
d) Oltre i 20 kWp ( 30 per le zone montane), bisogna dichiararsi come officina elettrica.
e) L’azienda è comunque trasparente all’IVA.
f) L’impianto si può ammortizzare in 10 anni, 8 con l’ammortamento anticipato, recuperando IRAP ed IRES/IRPEF per circa il 37,25% del costo.
g) Il ricorso al credito bancario permette di dedurre gli interessi passivi.
h) Il ricorso al leasing permette di abbreviare il periodo di ammortamento a 5 anni.

E’ conveniente finanziare l'investimento con il credito?
Poiché la redditività dell’investimento è superiore al costo del danaro è sempre conveniente, anche considerando che l’impianto genera ricavi per vent’anni. Si diminuisce l’esposizione finanziaria e si razionalizza il piano fiscale.

E’ conveniente finanziare l'investimento con il leasing?
Il leasing, oltre ai vantaggi del finanziamento classico, permette di migliorare la deduzione fiscale e di anticipare i benefici fiscali rispetto all’ammortamento classico.

Quanto è la redditività dell’investimento?
Dipende ovviamente dai costi e dalla situazione fiscale, ma normalmente si situa tra il 7% ed il 10% con finanziamento diretto e aumenta a valori interessantissimi con l’effetto leva del finanziamento. Syngen comunque con il progetto di massima predispone uno specchietto comparativo per poter decidere nella maniera più conveniente.

Quanto è il tempo di ritorno dell’investimento?
I tempi medi di ritorno possono variare da 7 a 12 anni, si assume in generale che siano di 10 anni.

Le aziende agricole sono agevolate in questo investimento?
La finanziaria 2007 ha espressamente previsto che, per le aziende agricole, il reddito derivante dalla vendita di energia fotovoltaica sia un reddito agrario e quindi, per la modestia della superficie occupata, la tassazione è trascurabile. L’azienda agricola inoltre ha facilmente disponibilità di superfici non ombreggiate e può installare impianti ad inseguimento con un elevato rendimento energetico. Soltanto chi ha l’IVA ordinaria può scaricare questo costo.

E’ possibile il project financing?
Poiché i ricavi del progetto sono certi l’investimento si presta ad essere essere integralmente finanziato sulla loro garanzia. La novità dell’investimento non ha ancora permesso agli istituti bancari di mettere a punto un sistema diffuso per la finanza di progetto. E’ indubbio che, almeno per progetti di una certa dimensione, questa sarà la strada preferita per finanziare gli impianti fotovolatici.





 

FOTOVOLTAICO


DOVE SIAMO

Syngen S.r.l.
Via Morselli, 20
29100 Piacenza (PC)

Tel: 0523 401666 / 498745
Fax: 0523 480821
E-mail: