Fotovoltaico - Valutazione Tecnico-Economica
La valutazione tecnico-economica si divide in
due fasi.
LA VALUTAZIONE TECNICA permette di dimensionare
l’impianto.
La tabelle UNI danno, per ogni capoluogo di Provincia,
l’irraggiamento sopra una superficie piana. Noti
l’orientamento, l’inclinazione e la riflettanza dei dintorni
è possibile conoscere l’irraggiamento di una superficie
comunque esposta..
Considerando la morfologia dell’orizzonte e gli eventuali
ombreggiamenti il valore dell’irraggiamento può essere
raffinato fino a calcolare con precisione l’irraggiamento
specifico per unità di superficie.
A questo punto, noto il rendimento dei moduli e le perdite
del sistema elettrico (convertitore, dispersioni,
resistenze), si ricava la produttività di energia
fotovoltaica annuale per unità di superficie.
Dalla produttività si possono eseguire due simulazioni:
a) In caso di scambio sul posto si impone quanti KWh
fotovoltaici devono essere prodotti e si ricava così la
potenza dell’impianto fotovoltaico, quanti moduli sono
necessari e quanto spazio occupano anche in funzione della
tipologia (alcune volte la scelta di certi
moduli è obbligata dalle caratteristiche
geometriche dello spazio da ricoprire).
b) In caso di vendita si impone la potenza di progetto e si
ricava così la produzione annuale di energia fotovoltaica,
l’area occupata ed il numero dei moduli.
Si completa la valutazione tecnica fornendo le varie
soluzioni possibili con una rappresentazione grafica del
generatore fotovoltaico.
LA VALUTAZIONE ECONOMICA permette di calcolare la
redditività dell’impianto
Il risultato economico dell’investimento fotovoltaico
dipende da una serie di condizioni tra le quali:
a) l’integrazione architettonica che determina la tariffa
incentivante
b) la potenza dell’impianto
c) il contratto scelto (vendita o scambio sul posto)
d) le caratteristiche fiscali dell’investitore
I ricavi
In caso di vendita, le entrate derivano dai ricavi
della vendita dell’energia elettrica e dalla tariffa
incentivante pagata dal GSE.
In caso di scambio sul posto, le entrate derivano dal
mancato pagamento della bolletta e dalla tariffa
incentivante pagata dal GSE.
I benefici fiscali esistono solo per i soggetti giuridici
soggetti a tassazione che hanno la possibilità di detrarre
l’IVA , di fruire dell’ammortamento dell’impianto e di
dedurre gli interessi passivi di eventuali finanziamenti.
Le uscite
All’investimento sostenuto vanno aggiunti gli interessi
passivi di eventuali finanziamenti ed i costi di esercizio.
In quest’ultima voce, stimata per ogni anno l’1%
dell’investimento iniziale, sono compresi sia
l’assicurazione contro gli eventi naturali e gli atti
vandalici, che l’accantonamento per la sostituzione
decennale dell’inverter.
Il conto economico
L’analisi economica viene fatta per un periodo di 20 anni,
pari alla durata dell’incentivo e viene trascurato il conto
economico successivo privo di incentivo ma comunque positivo
per i ricavi derivanti dalla vendita oppure dall’autoconsumo.
Le variabili di cui teniamo conto nel calcolo economico,
oltre ai ricavi ed alle uscite sono:
- Produttività annuale, in KWh, tenendo conto del
deperimento
- Costo nominale corrente elettrica (nel caso dello “scambio
sul posto”)
- Lo scenario dell’inflazione
- La tipologia di finanziamento (mezzi propri, leasing,
finanziamento bancario)
- Ammortamento civilistico
- Imposte (IRES, IRAP.)
- Premi aggiuntivi
Il risultato permette di evidenziare
- La massima esposizione finanziaria
- Il tempo di ritorno dell’investimento
- Il rendimento di tutta l’operazione
