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Gassificazione - Brevetti & Progetti


Brevetto n.1

GASSIFICATORE PER LA CONVERSIONE ENERGETICA DI BIOMASSE, A LETTO FISSO MOBILIZZABILE E CON STRIZIONI MOVIBILI, FUNZIONANTE A TIRAGGIO INFERIORE E CONVERTIBILE IN TIRAGGIO SUPERIORE
L’innovazione è costituita da un gassificatore a letto fisso dotato di un sistema meccanico a vomere rotante per la rottura dei ponti di combustibile che si formano durante il funzionamento nell’area di combustione. Il sistema è progettato per operare in due differenti modalità in funzione dell’umidità della biomassa combustibile, tramite semplici e veloci modifiche operative della macchina. Con biomassa avente umidità residua da 0% al 20%, il funzionamento del sistema avviene a tiraggio inferiore o equicorrente (Downdraught) producendo un gas avente un basso tenore in condensati e catrami in quanto i prodotti pesanti, generati nella zona di pirolisi, vengono crakizzati transitando nella sottostante zona di combustione, semplificando così le operazioni di pulizia del gas e di manutenzione degli apparecchi. Con biomassa avente umidità residua da 20 a 40% il funzionamento del sistema avviene a tiraggio superiore (Updraught), eliminando le strizioni mobili di materiale refrattario, invertendo l’ingresso dell’aria ed estraendo il gas da un’uscita predisposta alla sommità del sistema. La versatilità del sistema a funzionare con biomasse combustibili aventi condizioni fisiche molto diverse, costituisce un apprezzabile vantaggio operativo nel settore della produzione di energia da materie residuali.

Durante il funzionamento del reattore di gassificazione descritto possiamo distinguere le quattro zone ben definite di reazione a temperature differenti. Esse sono sinteticamente elencate: essiccamento (< 120°C), pirolisi (200 – 800°C), combustione (800 – 1200°C), riduzione del carbonio (800 – 1000°C) che è l’area dove si produce il gas combustibile.

La gassificazione di biomasse con umidità residue dallo 0% al 20 – 25% viene effettuata con gassificatori a tiraggio inferiore (downdraught), mentre per gassificare biomasse più umide sino ad oltre il 40% di umidità residua vengono impiegati gassificatori a tiraggio superiore (updraught). Il problema che l’innovazione intende risolvere è la possibilità di gassificare biomasse con concentrazioni di umidità residue variabili dallo 0 % al 40 % in peso, utilizzando un unico reattore di gassificazione, predisposto a piccole e rapide modifiche nelle modalità operative.

L’innovazione che si descrive è un reattore di gassificazione a letto fisso che può funzionare in modalità di tiraggio sia inferiore sia superiore. Nella modalità di funzionamento a tiraggio inferiore, il combustibile scende per gravità verso la parte bassa del reattore, man mano che la biomassa si trasforma in gas. Il combustibile è supportato da una strizione del reattore, detta gola, dove avviene la maggior parte delle reazioni di gassificazione. I prodotti della gassificazione sono intimamente miscelati in questa zona, turbolenta e ad alta temperatura. E’ quindi qui favorita la rottura delle molecole organiche e dell’olio pirolitico (cracking), processo che è completato insieme alle reazioni di gassificazione nella sottostante zona di riduzione. La biomassa è apportata in continuo introducendola nel reattore attraverso una valvola a stella che garantisce al contempo la tenuta pneumatica. Il livello del letto è mantenuto entro un valore fissato da un sensore che governa detta valvola a stella. Il gas prodotto è estratto dal basso sotto una griglia a movimento automatico, attraverso un tubo di estrazione connesso ad un ventilatore aspirante. A causa della continua rimozione del gas, l'aria è aspirata dentro il letto.
Nell'intorno dell’ingresso dell'aria (con rapporto di ossigeno sottostechiometrico rispetto ad una normale combustione) avviene una combustione parziale esotermica, con temperatura attorno ai 1000°C, che crea uno strato di materiale carbonioso al di sotto dell'entrata dell'aria. Il gas (biossido di carbonio) attraversandolo, genera una reazione endotermica trasformandosi in monossido di carbonio. Il sistema è provvisto di un tubo dotato di vomeri rotanti che permette di rompere i ponti eventualmente formantisi nella biomassa in pirolisi. La tubazione oltre che da supporto ai vomeri funge anche da ingresso per eventuali additivi o catalizzatori, all’iniezione di vapore, nel caso si intenda produrre gas d’acqua anziché gas d’aria. Il calore prodotto nella zona di combustione è usato per asciugare la biomassa nella zona sopra l'alimentazione dell'aria. Questa modalità di funzionamento consente alte conversioni dei prodotti di pirolisi e quindi un basso contenuto di tar nel gas combustibile di sintesi che si presta bene ad essere utilizzato per generazione elettrica di piccola taglia con motori a combustione interna.

Nella modalità di funzionamento a tiraggio superiore (analoga alla precedente nelle linee principali delle reazioni di gassificazione), il sistema viene semplicemente modificato, invertendo l’estrazione del gas. Esso viene prelevato non più dalla parte bassa della macchina, ossia al di sotto della griglia mobile, bensì da una condotta situata nella parte alta dell’impianto. La nuova circolazione del gas è controllata tramite l’azionamento manuale di saracinesche. Vengono eliminate le gole in materiale refrattario (appositamente studiate per questa operazione), che possono essere estratte dall’alto a reattore aperto. In questa modalità di funzionamento, i gas caldi, attraversano il materiale che scende verso la zona di combustione. Esso viene così essiccato e subisce una prima pirolisi. Questa modalità di funzionamento ha il pregio di poter funzionare anche con combustibile biomassa molto umido (umidità residua sino al 40 %). Il gas di sintesi cosi prodotto, data la maggiore concentrazione di catrami, rispetto alla precedente descritta, si presta ad essere utilizzato come combustibile in caldaie e bruciatori in genere.

Sotto il profilo della sicurezza per gli operatori e per le strutture dove viene installato l’impianto, si può notare che il sistema funziona in lieve depressione barometrica creata da un ventilatore aspirante posto a valle del reattore stesso. Sono dunque escluse esplosioni dovute a sovrapressioni o ad accumuli di syngas, in quanto lo stesso viene utilizzato sul luogo di produzione anche a motivo della sua difficile conservazione nel tempo. Inoltre il sistema è intrinsecamente sicuro in quanto mancando, per qualsiasi motivo l’aspirazione, la combustione cessa automaticamente per mancanza di comburente.

Sistema costituito da un tubo rotante, entrante nel reattore di gassificazione dalla copertura e provvisto di vomeri saldati al tubo stesso che ruotando rompono i ponti di biomassa in combustione per favorirne la discesa. La forma dei vomeri viene variata in funzione del tipo di biomassa da movimentare. Il tubo rotante oltre a fungere da supporto ai vomeri miscelatori è utilizzato anche per l’accensione della macchina nonché per l’inserimento nel processo di gassificazione di sostanze acceleranti, ritardanti, catalizzatori.
Sistema di cui alla rivendicazione precedente in cui attraverso il tubo rotante può essere inserito vapore direttamente nella zona di combustione in maniera da ottenere, alla fine del processo, un arricchimento della percentuale di idrogeno contenuta nel gas prodotto
Sistema per il restringimento della sezione interna del reattore di processo (strizioni), costituito da corpi in materiale refrattario, di forma tronco conica, cava all’interno, da alloggiarsi all’interno del reattore di processo. Essi sono estraibili o removibili con movimento a baionetta.


Brevetto n 2

GASSIFICATORE A 2 STADI, CON RECUPERO ENERGETICO DEL CALORE SENSIBILE DEL GAS CON PROCESSO OTTIMIZZATO DA UN REATTORE A GEOMETRIA VARIABILE E DA UN CORRETTIVO INTEGRATO, PER IL TRATTAMENTO DI BIOMASSE, RIFIUTI ORGANICI E FANGHI DI DEPURAZIONE.
Il sistema è costituito da un reattore di gassificazione per biomasse che genera gas di sintesi da utilizzare sia in caldaie che in motori a combustione interna. Con il tiraggio inverso o equicorrente (Downdraught) il gas prodotto ha un basso tenore in condensati e catrami in quanto i prodotti pesanti, generati nella zona di pirolisi, vengono crackizzati transitando nella sottostante zona di combustione: le operazioni di pulizia del gas e di manutenzione degli apparecchi sono così alleggerite. Le innovazioni sono:
a) Anticipazione della pirolisi con il preriscaldamento del combustibile ottenuto per mezzo del recupero del calore sensibile del syngas. La biomassa viene convogliata al reattore tramite una pirococlea orizzontale nella cui intercapedine fluisce il syngas caldo. Il piccolo diametro della pirococlea permette a tutta la massa di raggiungere le elevate temperature necessarie ad una pirolisi secondaria.
b) Correttivo integrato in grado di migliorare il processo di gassificazione. Una miscela minerale, non metallica, facilita le reazioni di scissione degli idrocarburi pesanti ed eleva il rapporto Calcio–metalli alcalini nelle biomasse con ceneri bassofondenti rendendo possibile la gassificazione dei materiali erbacei come paglia, fieno, miscanto, sorgo e mais.
c) Riscaldamento dell’agente gassificante recuperando il calore sensibile del syngas. L’agente, prelevato dall’esterno, viene convogliato in un toro di riscaldamento posizionato nella parte bassa del reattore e lambito dal syngas in uscita dalla zona di riduzione. L’aria così riscaldata viene inviata ad un classico toro di distribuzione su cui sono innestati gli ugelli.
d) Anello refrattario a geometria variabile. Questa innovazione permette di gassificare materiali biologici con caratteristiche chimico-fisiche particolari variando sia le dimensioni della zona di ossidazione e della zona di riduzione.

Le innovazioni permettono il recupero energetico del calore sensibile del syngas appena prodotto, per il preriscaldamento del combustibile e dell’agente gassificante, l’ottimizzazione del processo con una pirolisi ad alta temperatura ed elevato tempo di residenza e con un catalizzatore, incluso nel correttivo integrato, in grado di migliorare le reazioni di cracking del catrame, la variazione dei rapporti geometrici tipici del reattore in funzione della pezzatura, delle caratteristiche chimico-fisiche dei combustibili e delle potenzialità necessarie ad una gestione economica del gassificatore.

La biomassa, apportata in continuo al reattore mediante una pirococlea orizzontale inserita in una condotta cilindrica, viene riscaldata e quando scende per gravità verso la parte inferiore del reattore, è aiutata da un sistema antibridging, già brevettato, che, attraverso una serie di vomeri rotanti, permette di rompere i ponti eventualmente formatisi .
Dopo il transito nella pirococlea il combustibile si presenta in parte solido, in parte liquido ed in parte gassoso, pronto per una combustione ottimizzata quando entra a contatto con il comburente. Nella zona in cui l’aria entra con una temperatura di circa 600°, avviene una combustione parziale, con ossigeno sottostechiometrico. Sotto gli ugelli, il reattore ha una restrizione dove si raggiungono temperature di 1200-1300°C. In questa zona, a causa della turbolenza, creata dal brusco restringimento di sezione, e dell’alta temperatura, si ha una intima miscelazione dei prodotti di gassificazione ed avviene la rottura delle molecole dell’olio pirolitico (cracking). In questa zona e con queste temperature le biomasse a ceneri bassofondenti diventerebbero liquide e raffreddatesi, oltrepassata la strizione, darebbero origine a scorie vetrose incompatibili con il normale funzionamento del reattore. Il correttivo integrato modifica i rapporti stechiometrici dei metalli alcalini nelle ceneri ed elevandone la temperatura di fusione, rende possibile mantenere ottimale la temperatura di processo. Poiché il catrame si presta ad un cracking catalitico, nel correttivo integrato, alcuni componenti sono catalizzatori minerali dedicati ad attivare tutte le reazioni di scissione.
La modalità di funzionamento a tiraggio inverso consente alte conversioni dei prodotti di pirolisi e quindi un basso contenuto di tar nel gas combustibile di sintesi: questa peculiarità è enfatizzata dall’uso della pirococlea e del correttivo integrato che ottimizzano i processi di combustione e piroscissione. Le migliorie consentono di minimizzare la presenza di incombusti, inconveniente associato al tiraggio inverso, che diminuiscono drasticamente per l’ossidazione omogenea della biomassa.

Il correttivo integrato denominato “stopglass” è costituito da una miscela minerale avente la funzione di impedire la formazione dei vetri con ceneri bassofondenti e di agevolare la completa piroscissione dei catrami all’interno del reattore. Il composto è una miscela ponderale di calcite (CaCO3), di dolomite (MgCa(CO3)2,), di fayalite (FeSiO4), di forsterite (MgSiO4) e di leganti inerti. La quantità di correttivo e la sua granulometria dipendono dal tipo di biomassa, dalla sua pezzatura e densità energetica.


Prototipo

Syngen ha realizzato un prototipo per valutare il processo di gassificazione in un reattore a letto fisso e tiraggio inverso e verificare sul campo i parametri di processo indicati dalla letteratura scientifica sull’argomento.
Con le prove sperimentali ci siamo prefissi due obbiettivi:
1. Individuazione della capacità di gassificazione per dimensionare il reattore in funzione delle caratteristiche della biomassa di alimentazione ed in funzione delle quantità orarie ed annuali da gassificare.
2. Caratterizzazione della miscela gassosa generata dal processo in termini di volumi, potere calorifico e composizione per dimensionare l’utenza a valle del reattore e poter valutare l’inserimento del processo nella filiera esistente.
L’analisi delle emissioni in atmosfera è stata demandata ad una seconda fase di sperimentazioni quando al prototipo sarà associata un utenza: essiccatore e/o motore.
Inizialmente, le prove sono state effettuate con legno pellettizzato facilmente reperibile in commercio e dalle caratteristiche fisiche abbastanza costanti (5% di cenere sul t.q. e 20% di umidità sul t.q.). Una volta verificati i parametri di interesse con questa biomassa, sono state eseguite ulteriori prove di verifica, con tutta una gamma di materiali di diversa composizione e di versa pezzatura fino ai limiti del diagramma di Tanner.
In questo prototipo è possibile inserire refrattari con differenti diametri di strizione e diverse altezze della zona di riduzione. Il sistema di pulizia del gas è ridondante e, a valle del ciclone, consiste in una colonna a carboni attivi, in uno spray-scrubber e in una colonna di scambio per il semplice raffreddamento del gas; tutti questi dispositivi possono essere esclusi dal flusso al fine di valutarne l’efficacia.


CARICAMENTO CON CARBONELLA

Il reattore viene caricato manualmente dall’apertura superiore di alimentazione tramite carbone vegetale; questo fatto permette di sfruttare il maggior potere calorifico di quest’ultimo e di raggiungere più velocemente la temperatura di esercizio.



ACCENSIONE

L’impianto è dotato di un ventilatore di start-up che serve ad avviare la combustione con il top del reattore aperto in modo da favorire la combustione e l’aumento di temperatura all’interno del reattore nel più breve tempo possibile. Quando la propagazione della fiamma risulta omogenea viene avviata la soffiante in aspirazione in serie al ventilatore e chiuso il top del reattore. In questo modo si instaura il flusso a tiraggio inverso con il riscaldamento della zona di riduzione. I due ventilatori in serie forniscono un eccesso d’aria fino al raggiungimento della temperatura di esercizio; conseguentemente il ventilatore di start-up viene spento e il processo viene regolato dalla sola soffiante.


CARICAMENTO CON BIOMASSA ESSICCATA E PELLETTIZZATA

Quando il reattore ha raggiunto la temperatura di esercizio viene alimentato con biomassa pellettizzata della quale sono state analizzate le caratteristiche più importanti ai fini delle prove.


Al di sopra della zona di combustione deve sempre essere mantenuta una colonna di biomassa la quale si riscalda e si pirolizza predisponendosi alla gassificazione. Si è notato che con il reattore a regime è possibile operare in open-top in quanto il volumi d’aria che transitano attraverso la biomassa avendo il reattore aperto sono trascurabili.


CALIBRAZIONE DELLA QUANTITA’ DI OSSIGENO

Per il mantenimento di una corretta gassificazione è necessario garantire una combustione parziale della biomassa la quale genera calore e CO2 necessari alla reazione endotermica di riduzione. Questa combustione parziale viene ottenuta attraverso la regolazione dei volumi di aria comburente in entrata operando sull’inverter della soffiante (che ne riduce la velocità e quindi il ∆p) oppure riducendo la sezione di entrata dell’aria a parità di ∆p.
Il coperchio dell’alimentazione può essere sigillato con dei bulloni.



PULIZIA DEL GAS
Il gas dopo essere stato depolverato nel ciclone, viene inizialmente fatto transitare nella colonna a carboni attivi, per catturare i tars, fino a quando tutto il sistema non avrà raggiunto e superato la temperatura di condensazione degli stessi (70°C) ed evitare così, che le tubature ancora fredde facciano condensare i tar intasandosi. Quando la temperatura delle tubature è sufficientemente eleveta la colonna a carboni attivi viene esclusa dal flusso ed il gas caldo transita direttamente nello spray-scrubber dove viene lavato. Il lavaggio consente di abbattere le polveri fini sfuggite al ciclone e di far condensare i contaminanti gassosi come il tar.



Gasogen

Il progetto Gasogen è stato elaborato da Syngen per gli usi termici del gas in maniera particolare il recupero del calore sensibile del Syngas.
Infatti non avendo un motore a valle da cui poter recuperare calore per cogenerazione le sorgenti di calore a basso costo sono molto ridotte.


Il pregio di questo impianto è la sua mobilità in qunto non essendo asservito alla rete elettrica può essere spostato facilmente per realizzare campagne di massificazione ad esempio durante i periodi di essiccamento.



Caimano

Il progetto Caimano (acronimo di Cogeneratore AgroIndustriale con Motore Alterantivo Non Operato ) è stato elaborato per affrontare la generazione di energia elettrica da biomasse in contesti agroenergetici.

La taglia del gassificatore permette di produrre da 50 a 250 kW in modalità Downdraft.

Il ciclo produttivo del Caimano si può così schematizzare.

  • Essiccamento della biomassa sia naturalmente che attraverso essiccatoi in modo il combustibile raggiunga il grado di umidità ottimale per la gassificazione (15% sul tal quale).

  • Pellettizzazione della biomassa secca e sminuzzata in modo da avere un combustibile strutturato che permetta il passaggio dell’agente gassificante. Durante l’ operazione è possibile, ove necessario, aggiungere additivi per aumentare il punto di fusione delle ceneri.

  • Gassificazione del combustibile che con l’aumento della temperatura, passa attraverso la pirolisi, la parziale combustione, la metanazione e la riduzione dell’anidride carbonica fino alla sintesi del gas combustibile.

  • Trattamento del syngas per depolverarlo, raffreddarlo e privarlo dei tar residui degli acidi e dell’ammoniaca.

  • Aspirazione del Syngas per mantenere tutto il sistema in depressione ad esclusione del breve tratto tra la soffiante ed il motore

  • Generazione di corrente elettrica attraverso un motore a ciclo diesel funzionante in modalità dual fuel.




Nella figura è rappresentata una sezione teorica dell’impianto in cui, seguendo le frecce, si può capire il flusso delle masse coinvolte nel processo.
Con le frecce continue è indicato il percorso della biomassa fino al reattore, e del gas fino al generatore. Con le frecce tratteggiate è invece indicato il percorso dell’acqua negli skid deputati alla pulizia ed al raffreddamento del syngas.


L’impianto consiste in una successione di apparati, ciascuno dei quali è dedicato ad una fase della produzione del syngas.
In questa maniera è agevolato l’intervento dell’operatore ed è possibile anche il trasporto in officina di un singolo blocco.
Questa soluzione progettuale comporta però di occupare molto spazio coperto .



In figura è indicato uno schema a blocchi dell’impianto, dove sono evidenziati i vari componenti del sistema ed il percorso delle masse.

  • Il combustibile viene, se necessario, essiccato nel capannone dedicato alla preparazione della biomassa.

  • Entra quindi nella pellettizzatrice da cui esce con una pezzatura di 8 mm di diametro e viene introdotto nella tramoggia.

  • Il reattore è mantenuto in condizioni di depressione da una soffiante posta a valle e gli ugelli sono calibrati in modo da permettere l’entrata di circa il 25% dell’aria stechiometrica. La combustione parziale del legno assicura al processo di gassificazione la CO2 da ridurre a CO ed il calore necessario a questa reazione endotermica.

  • I cicloni centrifughi provvedono a depolverare il syngas che viene poi raffreddato e lavato in due scrubber ad umido con idrocircuiti separati. Il raffreddamento permette la condensazione degli alcali dei catrami che vengono separati da filtri a sacco ed allontanati dall’acqua di processo. Il lavaggio attraverso un tubo Venturi permette l’eliminazione delle polveri fini in modo che non venga intasato l’ultimo filtro di guardia. Il trattamento con acqua permette anche l’aggiunta di additivi chimici per ridurre l’acidità con la soda o la calce ed allontana le specie chimiche solubili come l’ammoniaca. I rifiuti della combustione e del trattamento vengono convogliati in apposite cisterne, indicate in figura con riquadri di colore grigio.

  • La macchina aeraulica di progetto è una soffiante a canali laterali per poter disporre di una pressione intorno ai 4000 mm H20. In questo modo vengono compensate le perdite di carico dovute ai diversi apparati e rimane una pressione residua per iniettare il gas nella turbina del motore. Operando in depressione eventuali falle comportano un’infiltrazione d’aria piuttosto che una fuga di syngas.

  • Il generatore è un motore a ciclo diesel turbocompresso collegato ad un generatore asincrono. L’uso della miscela syngas/aria, più povera della classica miscela gasolio/aria, comporta una perdita di potenza nominale dell’impianto che viene fronteggiata con l’impiego della turbina. Poiché il syngas ha un basso numero di cetano è necessario innescare la combustione della miscela con una miscela pilota di gasolio. E’ questa la modalità dual fuel nella quale l’alimentazione del gasolio viene ridotta al 10% con la sola funzione di creare un innesco della miscela syngas/aria.



Nel diagramma sottostante è rappresentato il rendimento del processo



La planimetria e la sezione del reattore danno un’idea del processo di gassificazione e dell susseguirsi delle varie fasi.

GASSIFICAZIONE


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