Gassificazione - Conto Economico
IL PROGETTO SYNGEN
Syngen ha elaborato un progetto di impianto a gassificazione
per biomasse di tipo downdraft in grado di generare un gas
intrinsecamente pulito per il cracking del tar. L’obiettivo
progettuale è stato quello di predisporre:
a) una macchina ad elevata automazione perché l’azienda
agroenergetica minimizzi i costi di gestione e non debba
ricorrere a risorse esterne;
b) un reattore a tiraggio inverso in modo da garantire una
elevata qualità del gas di sintesi, con bassi costi per la
pulizia del gas e per la manutenzione del motore;
c) un correttivo per le biomasse con ceneri bassofondenti
frequenti nel panomarma degli scarti agricoli e delle
colture energetiche;
d) un processo a due fasi per eliminare il problema degli
incombusti ed elevare la resa energetica della
trasformazione;
e) lo sfruttamento della cogenerazione per l’essicamento ed
il condizionamento della biomassa,
f) dimensioni modeste per poter usufruire di tutti i
vantaggi della filiera corta.
Contenimento del costo impianto a 6000-7000 euro per
kW elettrico installato
Il problema dei piccoli impianti per la produzione di
energia è nell’elevato costo unitario che richiede tempi di
ammortamento esageratamente lunghi. Questo perché
solitamente il piccolo impianto è la copia miniaturizzata di
un grande impianto. Syngen ha saputo coniugare alcune
soluzioni tecniche innovative con ben precise scelte sulla
caratteristiche del processo.finalizzate ad ottenere un
prodotto privo di catrame con conseguente alleggerimento del
trattamento del syngas.
Si fa riferimento in particolare alla scelta della
gassificazione a due stadi, alla strizione in refrattario
per le alte temperature ed al condizionamento del
combustibile.
Questi indirizzi progettuali hanno permesso di mantenere
compatto il reattore e di minimizzare le apparecchiature a
valle.
Sfruttamento del calore
L’obiettivo economico principale è la produzione di energia
elettrica ma è possibile e conveniente sfruttare anche tutti
i cascami termici nell’essiccamento del combustibile in
maniera da non dover stoccare biomassa già essiccata ma
insilati.
Automazione del processo
Perché i costi di esercizio si riducano alla manutenzione
del motore è stato previsto il carico e lo scarico
automatico ed il controllo del processo attraverso una serie
di sensori in grado di alimentare il software di controllo.
Questo passaggio è fondamentale per poter tenere in
esercizio il gassificatore anche durante la notte senza
ricorrere ad un presidio in turnazione.
LA VALUTAZIONE ECONOMICA
Si ipotizzi un impianto da 100 kW elettrici in filiera corta
con il nuovo certificato verde in modalità tariffa
onnicomprensiva.
Ricavi
Il conto economico di un gassificatore alimentato a biomasse
agricole coltivate ad hoc richiede innanzitutto di
quantificare i ricavi derivanti dalla vendita di energia
elettrica, dei certificati verdi.
| Produzione elettrica oraria netta | 100 kWh |
| Ore annuali di lavoro | 7.000 ore |
| Produzione annuale | 700.000 kWh |
| Tariffa onnicomprensiva | 0,30 €/kWh |
Il ricavo annuo per 15 anni, nota la produzione mercantile,
sarà 210.000 €
Investimenti
Il costo di capitale per l’impianto con queste
caratteristiche è assunto di 700.000 euro
e viene finanziato con un piano di ammortamento del prestito
di 15 anni.
Le rate da pagare dipendono dal tasso spuntato ma sono di
circa 70.000 euro/anno.
Costi di esercizio
I costi di esercizio, per la manutenzione dei motori e
dell’impianto si assumono nel 5% del capitale iniziale per
ogni anno, vale a dire 35.000 euro/anno: l’impianto
infatti richiede una manutenzione gravosa e costante e non
bisogna sottovalutare l’impegno economico che comporta.
All’esercizio bisogna aggiungere il costo di produzione
della biomassa assunto in 50 €/ton essiccata e quindi in
circa 50.000 € all’anno.
Utile
Ogni anno, mediamente, un impianto di gassificazione da 100
kW genera per l’azienda agricola un utile di circa 55000
euro con un esborso iniziale limitato alla sola IVA.
