Gassificazione - Sicurezza & Ambiente
Sicurezza
Un impianto di gassificazione che produca energia elettrica
è un’ attività individuata al punto 91 del DM 16.02.1982
ovvero "Impianti per la produzione del calore alimentati a
combustibile solido, liquido o gassoso con potenzialità
superiore a 100.000 kcal/h (116 kW)". Altre attività
accessorie sono la n. 64: "Gruppo per la produzione di
energia elettrica sussidiaria con motore endotermico avente
potenza maggiore di 25 kW".
All’interno dell’area è sempre presente un serbatoio di
gasolio della capacità di 9 m3, che non rientra dunque nel
campo di applicazione del DM 16.02.1982.
Gli impianti tecnici connessi con l’attività n. 91 sono
costituiti dalle seguenti sezioni:
Sezione di caricamento ed essiccamento
La biomassa, qualora non abbia l’umidità canonoca del 15%,
viene caricatA dalla tramoggia all’essiccatoio dove risiede
per le ore necessarie. L’aria di processo, riscaldata con i
fumi di scarico del motore, viene portata ad una temperatura
di circa 70°, in modo da evitare rischi di incendio della
biomassa surriscaldato. Il processo viene controllato da uno
psicrometro e dalla continua rotazione della massa in
essiccamento. L’aria umida viene condensata e scaricata
nella rete fognaria.
Sezione di gassificazione
Nel reattore di gassificazione si raggiungono le temperature
più alte ed il Syngas esce ad una temperatura di circa 600°.
E’ l’apparato più a rischio di incendio ma è anche
intrinsecamente sicuro in quanto lavora in depressione ed
una perdita di potenza porta all’arresto del processo. Per
ridurre il rischio di incendio le ceneri pesanti e volanti
vengono annegate in una guardia idraulica e, per ogni
evenienza, al tetto del reattore si trova un diaframma di
sicurezza che si apre in caso di sovrapressioni
permettendone lo sfogo. Il processo è monitorato in termini
di pressione e temperatura per la completa automazione.
Sezione di lavaggio e compressione
Il Syngas, ancora caldo (400°) arriva alle torri lavaggio e
raffreddamento dove viene raffreddato a temperatura
ambiente. Non sussistono particolari rischi di incendio. Il
compressore deve però essere in configurazione ATEX perché
la possibile miscela esplosiva transita all’interno ed a
valle può anche fuoriuscire per perdite in quanto le
condotte sono in pressione (200 mmH2O).
Sezione di generazione e dispacciamento dell’energia
Il gruppo elettrogeno viene alimentato da una linea del gas
in pressione e quindi può essere in un’atmosfera
potenzialmente esplosiva; avrà quindi gli accorgimenti
antideflagranti del caso. Il camino recapita in atmosfera al
di sopra della copertura. Il serbatoio del gasolio è
posizionato a distanza di sicurezza dalle parti sensibili
dell’impianto. L’eventuale cabina di trasformazione e
l’allacciamento alla rete sono mantenuti al di fuori
dell’area in cui è possibile raggiungere il limite inferiore
di esplosività.
Sezione di controllo e automazione
L’unità di elaborazione e controllo governa la rete di
sensori ed attuatori che gestiscono il processo. In
particolare per quanto riguarda il pericolo d’incendio sono
previsti sensori di temperatura ad IR ed rilevamento termico
nonché sensori di fumo. Detti sensori sono preposti ad
intervenire sulla logica del processo e ad attivare gli
allarmi e le procedure di emergenza. Il serbatoio della
polvere e le bombole dell’azoto per veicolarla sui focolai
sono posizionati nei pressi della sala controllo.
Impianti di raccolta e trattamento dei rifiuti
L’impianto di gassificazione oltre ai fumi generati dal
motore ha una produzione modesta ma continua di rifiuti:
Dal reattore e dai cicloni viene raccolta cenere pesante e
leggera nonché le eventuali scorie annegate in acqua. Il
fango viene recapitato in un cassone per il successivo
conferimento in discarica;
Nei filtri dell’acqua di lavaggio viene raccolta una morchia
catramosa che sarà avviata in discarica all’atto della
sostituzione dei filtri a sacco;
L’acqua di lavaggio del gas, corretta dagli additivi
alcalini, dopo un congruo numero di ore deve essere
sostituita. Il refluo è un rifiuto che va conferito al
depuratore.
Impianto elettrico fisso
L’impianto elettrico deve essere realizzato in conformità
alla Legge n. 186 del 01.03.1968; tale conformità sarà
attestata secondo le procedure previste dalla Legge n. 46
del 05.03.1990.
L’interruttore generale sarà collocato lontano dagli
apparecchi utilizzatori ed in posizione facilmente
raggiungibile e segnalata. All’ingresso dell’impianto si
deve trovare un quadro locale per lo sgancio della tensione
di rete.
L’impianto deve essere dotato di due reti locali:
a) una rete locale di servizio con prese di tensione di
colore rosso (380 V trifase), azzurro (220 V monofase),
protette singolarmente da un fusibile o da un interruttore
magnetotermico automatico per servizio.
b) una rete di potenza che alimenta i motori dell’impianto.
L’impianto di illuminazione è antideflagrante, tutta la rete
è protetta da scariche atmosferiche, da corto circuiti e da
sovraccarichi e dotata di messa a terra. Il sistema di
rilevazione e controllo è alimentato da un gruppo di
continuità.
Sostanze pericolose e loro stoccaggio
Prodotti infiammabili
Il serbatoio del gasolio è del tipo a sicurezza con bacino
di contenimento in modo che eventuali perdite vengano
intercettate prima di arrivare al pavimento. Una valvola di
sicurezza può isolare il serbatoio dal motore ed almeno un
ugello del sistema di spegnimento a CO2 è ubicato sulla
verticale del serbatoio
L’essiccatoio ha come fluido di processo aria calda la cui
temperatura ed umidità è controllata da uno psicrometro. La
rete di spegnimento a CO2 può iniettare direttamente
nell’aspirazione dell’essiccatoio.
Prodotti corrosivi
Il serbatoio della soda è dotato di un bacino di
contenimento che impedisce ad eventuali sversamenti di
raggiungere il pavimento.
Prodotti esplosivi
L’impianto di gassificazione produce ed utilizza gas
potenzialmente esplosivi. La miscela esplosiva si può
formare accidentalmente sia all’interno che all’esterno
degli apparati.
All’interno è alloggiato un sensore di ossigeno che rileva
eventuali infiltrazioni di aria e governa l’arresto del
processo fino alla eliminazione della perdita.
All’esterno un sensore di CO ed H2 rileva la presenza di
questi gas e quindi l’esistenza di una fuga di Syngas e
governa l’arresto dell’impianto.
Aerazione
L’impianto di gassificazione va allpoggiato in un ambiente
arioeggiato, ad esempio un tettoia od un capannone aperta su
uno o più lati, in modo che l’aria possa diluire eventuali
perdite di gas nocivo senza che questo raggiunga
concentrazioni pericolose. Le torce fredde ed il camino
recapitano in atmosfera oltre la tettoia con un’altezza
superiore al colmo.
Disposizione degli apparecchi all’interno dei locali
Le distanze tra un qualsiasi punto esterno degli apparecchi
e le pareti verticali e orizzontali del locale, nonché le
distanze fra gli apparecchi installati nello stesso locale
permetteranno l’accessibilità agli organi di regolazione,
sicurezza e controllo nonché la manutenzione ordinaria.
L’apertura su diversi lati semplifica anche la realizzazione
delle uscite di emergenza.
Antincendio
Il sistema antincendio idrico entra in funzione manualmente
quando:
a) l’incendio proviene dall’esterno dell’impianto di
gassificazione;
b) l’incendio interno non è più controllato dall’impianto di
spegnimento a gas e nell’impianto non c’è più tensione.
Il sistema di spegnimento a CO2 è automatico e l’ anidride
carbonica è distribuita da una rete di ugelli orientati sui
potenziali focolai d’incendio.
Poiché l’impianto lavora anche durante la notte e dunque è
dotato di lampade di sicurezza che permettono di raggiungere
le uscite di sicurezza o di ingaggiare le vie di esodo.
Nell’impianto sono posizionati rilevatori di temperatura, di
fiamma e di fumo che inviano un segnale di allarme
visivo/sonoro alla vigilanza e ed al posto di lavoro.
L’allarme avvia una procedura che, se non interrotta dopo 5
- 10 minuti, aziona la sirena d’evacuazione dell'impianto.
All’ingresso dell’impianto, in posizione segnalata da
appositi cartelli, sarà installato un pulsante di allarme
incendio che dà l’allarme alla vigilanza ed attiva la sirena
di allarme. L’allarme acustico è attivato automaticamente
dai pulsanti manuali di allarme e, con un ritardo, dai
segnalatori di fumo e di fiamma.
All’entrata dell’impianto, in posizione sempre accessibile
ed indicata sulle planimetrie e dalla segnaletica di
sicurezza si trova un presidio di emergenza così composto:
1 estintore a CO2 da Kg. 5;
1 estintore a polvere da Kg. 6;
1 coperta antifuoco (fire blanket);
2 secchi sabbia;
1 paio di guanti anticalore;
1 paio di guanti antiacido;
1paio di stivali;
1 cassetta di pronto soccorso.
Planimetria d’emergenza
La planimetria di emergenza è esposta nella bacheca della
portineria centrale, nell’ufficio dell’impianto ed
all’ingresso dell’impianto. Le planimetrie riportano la
pianta dell’impianto di gassificazione con l’ubicazione
degli apparati, delle uscite di d’emergenza, delle
attrezzature antincendio, del presidio di emergenza, delle
vie di esodo e delle aree con atmosfera potenzialmente
esplosiva e con atmosfera tossica e nociva.
